Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In risposta a Daniele Camilli e all’articolo di Tusciaweb sul problema Francigena.
La ringrazio personalmente per aver preso le nostre difese, e vorrei contribuire a completare il quadro. La regione nel 2004 tramite Storace riconobbe a tutti gli autoferrotranvieri del Lazio un contributo regionale, che avrebbe dovuto essere versato se i lavoratori di ogni singola azienda avessero sviluppato produttività economica.
Cosa che noi, autisti Francigena, abbiamo fatto e stiamo tutt’ora facendo: quando si parla di aver perso in appello, in realtà non abbiamo perso noi, ma la dignità, la serietà ha perso.
Negli anni, siamo passati da 37 ore settimanali a 38, abbiamo tolto l’arrotondamento sui straordinari, abbiamo fatto doppi turni, abbiamo prelevato tutte le scuolabus. Dove è il problema allora? Semplice, le amministrazioni hanno giocato su questo, non hanno documentato che tutto ciò era produttività, se ne sono guardati bene, sapendo cosa c’era in ballo.
I sindacalisti di allora sono stati troppo superficiali e sono caduti nel tranello. Pensi che il passaggio da 37 a 38 ore è stato accordato come momentaneo mentre e tutt’ora è in vigore, capisce la furbizia?
Quindi quando si sottolinea che in appello abbiamo perso, in realtà ha perso l’amministrazione comunale e la stessa Francigena. Perso in dignità e serietà. Purtroppo, quando ci sono di mezzo soldi tutti aguzzano l’ingegno, trascurando la verità, la lealtà in nome della deprimente astuzia e menefreghismo.
Oggi non conta la pratica, ma i fogli firmati. Tu puoi anche fare il giro del mondo, ma se non è scritto da nessuna parte, forse sei arrivato al massimo alle pozze del Bullicame.
Guido Urbani
Autista Francigena
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