La motovedetta dei carabinieri sul lago di Bolsena
Viterbo – (sil.co.) – Accusato di scaricare rifiuti liquidi speciali nel piazzale antistante il capannone, è finito sotto processo il titolare di una rimessa di barche sul lago di Bolsena.
Lui nega e anche i clienti lo difendono: “Mai visto lavare le barche o effettuare la manutenzione dei natanti nello spiazzo esterno dell’azienda di nautica”. In tre sono stati ascoltati ieri davanti al giudice Giacomo Autizi.
“Saranno 15-20 anni che tengo la barca da lui – ha detto un 67enne che possiede una piccola imbarcazione in legno – usufruisco sia del servizio di rimessaggio che della manutenzione, ma i lavori vengono effettuati tutti all’interno del capannone. Non ho mai visto né attrezzi da lavoro, né schiuma da lavaggio delle barche sul piazzale esterno. Avviene tutto all’interno, dove il titolare dispone di un pavimento impermeabile e dove si trova anche l’officina. Non c’è motivo per stare fuori”.
La ditta, oltre che del rimessaggio, si occupa anche del montaggio di motori e della componentistica da diporto, oltre che dell’assistenza.
“Il capannone è alto 5-6 metri – ha proseguito il 67enne – c’è ampio spazio per lavorare all’interno sulle imbarcazioni, che sono alte al massimo quattro metri, altrimenti non potrebbero viaggiare su strada. Anche quelle il cui rimessaggio avviene esternamente, scoperte se sono di vetroresina altrimenti coperte con un telo, vengono portate dentro per gli eventuali interventi”.
Una versione confermata anche dagli altri due testimoni, un un 33enne e un 41enne, anche loro proprietari di imbarcazioni da diporto.
Altri quattro testimoni della difesa saranno ascoltati il 16 settembre.
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