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Tribunale - Assolto un trentenne arrestato per spaccio in piena estate - Il "fumo" valeva 70 euro ed era per uso personale

Droga e 700 euro in una “stanza segreta”, ma i soldi erano per la vacanza in Puglia…

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Capranica

Capranica


Capranica – (sil.co.) – Arrestato dai carabinieri la notte tra il 9 e il 10 agosto 2017, un trentenne di Capranica è stato assolto dal giudice Gaetano Mautone che contestualmente alla sentenza gli ha anche restituito “cash” i 700 euro sequestrati in quanto presunto provento dello spaccio. In realtà erano destinati a una vacanza in Puglia, saltata nell’estate di quattro anni fa proprio a causa del blitz.

Protagonista un giovane all’epoca 26enne, che conviveva a casa dei genitori con la compagna, dormendo non nell’abitazione, ma in una camera ricavata nel garage. I carabinieri, informati da una fonte confidenziale che nell’appartamento si spacciava, non sapendo dell’esistenza della “stanza”, quando l’hanno trovata, hanno ritenuto che la sua presenza fosse stata tenuta nascosta apposta.

“Conoscevamo già l’imputato che, come in altri controlli, per cominciare ha finto un malore. Durante la perquisizione, nonostante gli avessimo chiesto quale fosse la sua stanza, non ci ha detto niente della ‘camera segreta’, che abbiamo trovato da soli”, ha spiegato al processo uno dei militari intervenuti. 

“In un sottoscala adiacente abbiamo trovato occultati in una scatola di tabacco 30 grami di hashish e una dose di circa un grammo di marijuana, oltre a un coltellino intriso di hashish. In un armadio della camera, invece, abbiamo rinvenuto la somma di 700 euro in contanti, in banconote arrotolate dentro un portafoglio, secondo noi provento dell’attività di spaccio, visto che il sospettato non aveva un lavoro”, ha proseguito.

Ma il difensore Federica Ambrogi ha ribaltato la versione dell’accusa, chiamando a testimoniare il padre e la fidanzata dell’imputato, il quale, dal canto suo, ha detto che lo stupefacente era per uso personale e il suo valore non superava i 60-70 euro.

“I 700 euro li avevo prelevati il giorno stesso dal conto corrente cointestato, di cui soltanto io avevo la carta, per le vacanze in Puglia dei ragazzi, che sono saltate dopo il sequestro della somma – ha detto il padre – mentre la camera non è segreta, è stata ricavata in garage ed è visibile a tutti”.

“All’epoca facevamo lavori saltuari, ma lavoravamo entrambi, il mio compagno aveva disponibilità di denaro per comprarsi la quantità di stupefacente che è stato sequestrato”, ha detto la fidanzata. 

Lo stesso pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione del trentenne. “Non è emersa una destinazione diversa dall’uso personale”, ha sottolineato. Assieme alla sentenza “liberatoria” il giudice ha disposto anche l’immediata restituzione dei 700 euro della vacanza in Puglia saltata a causa dell’arresto. La famiglia riunita ha tirato un sospiro di sollievo, lasciando il tribunale con l’avvocato Ambrogi. 

– Mezzo etto di hashish e marijuana in casa

 


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1 febbraio, 2021

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