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Viterbo - Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil scuola, puntualizza: "La pandemia non può e non deve essere combattuta discriminando oppure selezionando principi affidati a calcoli puramente statistici o anagrafici"

“Vaccinazione ai docenti senza il vincolo della residenza”

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Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil Scuola

Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil Scuola

La dirigente scolastica Stefania Geremicca

La dirigente scolastica Stefania Geremicca

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Se la finalità delle vaccinazioni è proteggere gli operatori del mondo della scuola, poter accedere alla vaccinazione costituisce un’inevitabile protezione per loro e per le rispettive famiglie. Tutti gli operatori delle scuole viterbesi, docenti e non docenti e dirigenti scolastici, devono essere ammessi alle vaccinazioni per il Covid 19, a prescindere dalla residenza anagrafica o dall’iscrizione negli elenchi degli assistiti presso un medico di base della regione.

E’ noto che diversi dipendenti scolastici della provincia di Viterbo soprattutto con contratto a tempo determinato, non risiedono anagraficamente nella Regione Lazio e molti sono pendolari, ma se vogliamo proteggere colleghi e studenti con cui sono a contatto per molte ore in ambienti chiusi, l’accesso alla vaccinazione diventa inevitabile.

È anche il caso della dirigente scolastica dell’Istituto Canevari di Viterbo Stefania Geremicca, per la quale auspichiamo possa prevalere il principio per cui è la sede di servizio a determinare l’accesso al vaccino, considerando che la sua regione di residenza, la Campania, intende vaccinare gli operatori scolastici che hanno la sede di servizio solo in Campania.

Qualsiasi categoria lavorativa che svolge la propria attività professionale per il bene della collettività non può essere lasciata fuori dal sistema vaccinale in tempo reale. Tanto più se lavora in una regione diversa da quella di residenza.

La pandemia non può, non deve essere combattuta discriminando oppure selezionando principi affidati a calcoli puramente statistici o anagrafici.

Cosa dovrebbe fare un lavoratore “emigrato” in altra regione? Ritornare nella sua regione, verificarne le varie condizioni, vaccinarsi per poi ritornare nella regione dove lavora? Si combatte cosi la pandemia? Vaccinare questi lavoratori e’ doveroso, oltre che vantaggioso a livello epidemiologico.

La Costituzione garantisce il principio di equità ed uguaglianza a vantaggio della collettività. In caso contrario, prevarrebbe un criterio affidato ad iniqua ed ingiustificata disparita’ di trattamento, a parita’ di profilo professionale. Occorre una riflessione seria, affidata al senso di responsabilità, scevro da vincoli burocratici e proiettato verso una reale rete di mutuo soccorso e di sinergia per il bene delle comunità scolastiche così duramente provate e traumatizzate da quasi un anno.

Silvia Somigli
Segretario organizzativo regionale Uil scuola


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22 febbraio, 2021

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