(s.m.) – “L’ho amata dal primo giorno, ma era una relazione impossibile”. Un giovane uomo di trenta anni parla così della storia naufragata con la madre di suo figlio. La procura di Viterbo lo accusava di maltrattamenti sull’ex compagna, tra il 2007 e il 2008. Il giudice Eugenio Turco lo ha assolto ieri mattina, dopo averlo sentito parlare di quell’amore intenso e a prima vista, trasformatosi presto in trappola.
Si conoscono una sera in discoteca a Ronciglione ed è subito colpo di fulmine. Lui, un ragazzone di trent’anni, alto e atletico, si innamora perdutamente e la porta a casa. “La sceglie – dice in aula il suo avvocato Giuliano Migliorati -, a dispetto della sua famiglia, che non la accetta”. La coppia apre un negozio di alimentari. Ma i contrasti tra lei e le sorelle del suo uomo si fanno insanabili. La convivenza è difficile. Lei lo accusa di essere succube dei genitori. Lui sospetta che lei lo tradisca. “Mi avevano detto che aveva atteggiamenti provocanti con un nostro fornitore”, racconta lui in aula. Dopo neanche un anno, la ragazza, che aveva già avuto un figlio da una precedente relazione, resta incinta.
“Una volta l’ho vista prendersi a pugni la pancia – continua l’imputato -. Aspettava nostro figlio da due o tre mesi. Non voglio parlare male di lei. L’ho sempre amata, ma non è stata la sola occasione in cui l’ho vista compiere atti di autolesionismo”. E’ un amore burrascoso. Con i carabinieri che corrono più volte a sedare liti furenti. “Ci siamo fatti molto male – racconta lui -. Abbiamo discusso più volte, sempre per futili motivi. Ma non l’ho mai maltrattata. In molte occasioni ero io ad avere i lividi”.
Il pm Cristiano Ricciutelli aveva chiesto la condanna a un anno per maltrattamenti e l’assoluzione per le lesioni. Il tribunale lo ha prosciolto da ogni accusa. In entrambi i casi la ragazza, costituitasi parte civile, aveva ritirato la denuncia.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY