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Tribunale - Operazione "Game Over" - Prosciolto anche il padre Corrado e due collaboratori - Supercar al centro dell'inchiesta

Associazione per delinquere, assolti con formula piena i fratelli Leporatti

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I fratelli Leonardo e Matteo Leporatti

I fratelli Leonardo e Matteo Leporatti

L'avvocato Cesare Gai

L’avvocato Cesare Gai

Viterbo – Operazione “Game Over”, assolti con formula piena dall’accusa di associazione per delinquere i fratelli Matteo e Leonardo Leporatti, 42 e 49 anni, il padre Corrado di 77 anni e i collaboratori Andrea Melito e Domenico Manzotti. Quest’ultimo, nel frattempo deceduto, è stato comunque anche lui assolto perché il fatto non sussiste.

Tre le parti civili. I Leporatti erano difesi dall’avvocato Cesare Gai del foro di Roma, Melito dal legale viterbese Marco Russo. 

A distanza di sette anni dall’operazione congiunta di polizia stradale e guardia di finanza del gennaio 2014, quando furono denunciati a piede libero per truffa e appropriazione indebita, i titolari della nota concessionaria di autovetture Lem sono stati prosciolti da tutte le accuse e assolti con formula piena (perché il fatto non sussiste) da quella più grave, l’associazione per delinquere finalizzata alla frode commerciale e fiscale

Il processo si è chiuso nel tardo pomeriggio di martedì davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei. 


Supercar al centro dell’inchiesta

Secondo il pm Fabrizio Tucci, ora alla Dda di Roma, tramite falsi certificati di proprietà, tra il 20o9 e il 2012, avrebbero venduto auto intestate a società di leasing. Oppure avrebbero noleggiato vetture lasciate in concessionaria da ignari clienti in conto vendita. L’escamotage sarebbe stato semplice: dar vita ad una azienda con un nome diverso da quella, fatta fallire, precedentemente attiva, intestata a persone diverse.

In questo modo, oltre a sottrarsi alle richieste di risarcimento delle persone truffate, sarebbero riusciti a portare avanti indisturbati un illecito commercio di veicoli di lusso, tra cui due Ferrari, una delle quali spider, un fuoristrada Land Rover Defender, una potente Audi R8, una Bmw M3 e un Mercedes Coupè.

Un giro d’affari superiore al milione di euro, secondo la procura. Ma il tribunale di Viterbo già all’inizio del processo, prima dell’ammissione delle prove, aveva azzerato quasi la metà delle accuse, accogliendo una questione preliminare del, difensore Cesare Gai sulla ritualità delle denunce che ha travolto mezzo processo, spazzando via 8 capi di imputazione su 20. L’importo delle presunte truffe, alla luce dell’alleggerimento dei capi d’imputazione, era quindi sceso, fin dall’inizio del procedimento, attorno ai 300mila euro. 

Silvana Cortignani

 

 


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5 marzo, 2021

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