![]() Lubriano – Carabinieri – La canapa indiana |
Lubriano – Nel vivo il processo a un imprenditore agricolo sessantenne di Lubriano arrestato il 26 agosto 2015 dai carabinieri dopo il ritrovamento di una piantagione di canapa indiana sul suo terreno.
L’uomo, imputato di detenzione e coltivazione ai fini di spaccio, ieri è comparso davanti al giudice Silvia Mattei che ha ascoltato due dei militari che hanno preso parte all’operazione, scattata alle 9 di mattina, un carabiniere della stazione di Bagnoregio e un collega del Norm della compagnia di Montefiascone.
– Coltiva canapa indiana nel suo terreno
“In un terreno annaffiato di recente, a circa 300 metri in linea d’aria dall’abitazione, abbiamo rinvenuto tre piante alte da un metro e mezzo a oltre due metri e mezzo, con vicino un annaffiatoio e un tubo verde di gomma lungo 15 metri che attingeva acqua da un ruscello“, hanno detto i testimoni, spiegando di essere entrati in azione su segnalazione di una fonte confidenziale.
“Su un cespuglio di rovi, invece, erano state messe ordinatamente ad essiccare al sole altre sei piante che erano state estirpate. Circa mezzora dopo è giunto l’imputato che, portandoci nel terreno recintato, ci ha mostrato una settima pianta, cresciuta vicino allo steccato. Sul terreno, inoltre, c’era un tubo di verde gomma identico a quello che pescava l’acqua dal ruscello. In casa non abbiamo trovato niente di riconducibile allo stupefacente, ma siccome vive da solo… “, hanno concluso, spiegando perché sia stato arrestato.
La difesa, mostrando foto aeree e altra documentazione, ha insistito nel chiedere come siano giunti alla conclusione che le piante fossero dell’imputato.
“Mi risulta che il terreno dove erano le tre piante fosse accessibile a tutti, tant’è che c’è anche una rivendita di formaggi. E che quando ha consegnato la pianta cresciuta nella zona recintata, dopo che gli sono state esibite le altre, abbia detto ‘ce n’è una uguale nel mio terreno’‘”, ha sottolineato la legale del sessantenne.
Il processo riprenderà il prossimo 13 ottobre. Tra i testimoni che vuole sentire la difesa, c’è anche il perito dei carabinieri che ha effettuato gli accertamenti tecnici per verificare il principio attivo delle piante.
Silvana Cortignani
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