Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Arrestato dai carabinieri a settembre per un doppio colpo in due appartamenti di viale Diaz

Fa razzia di bigiotteria, condannato a 4 anni di carcere

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Viterbo – Fa razzia di bigiotteria, condannato a 4 anni di carcere topo d’appartamento. Imputato di furto aggravato un trentenne di nazionalità marocchina che lo scorso 19 settembre, un sabato, alla vigilia del referendum, ha messo a segno un doppio blitz, introducendosi in due abitazioni adiacenti di viale Armando Diaz, nei pressi della cittadella della salute, appartenenti alla stessa proprietaria che in quei giorni si trovava a Tarquinia Lido. Arrestato in flagrante dai carabinieri, che lo hanno trovato in camera da letto, è stato processato ieri per direttissima.


Carabinieri

Carabinieri


Della presenza di un ladro in casa si è accorto il marito della vittima che, andando la sera a dare da mangiare ai gatti in giardino, ha trovato il cancello aperto e visto le luci accese in una delle due abitazioni di famiglia.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno tratto in arresto l’imputato, dopo avere trovato entrambe le case a soqquadro e l’imputato seduto al buio sul letto di una delle due, con le tasche piene di bigiotteria.

In carcere dal 20 settembre, quando l’arresto è stato formalizzato, l’extracomunitario, tuttora detenuto, è comparso ieri per il processo davanti al giudice Elisabetta Massini scortato dagli agenti della polizia penitenziaria. L’accusa ha chiesto una condanna a tre anni e mille euro di multa. Più  pesante di dodici mesi la pena inflitta dal magistrato: quattro anni di reclusione e mille euro di multa. 

Nel corso dell’udienza è emerso che, dopo essere entrato forzando la porta nell’appartamento più piccolo, dei genitori della proprietaria, è poi entrato con le chiavi trovate su un tavolo nell’appartamento più grande, che era in fase di ristrutturazione. In entrambi ha rovistato dappertutto, svuotando ante e cassetti e buttando all’aria tutto quello che ha trovato, presumibilmente a caccia di oggetti di valore.

“A causa del Covid che ha colpito la nostra famiglia – ha spiegato la proprietaria – abbiamo potuto fare ordine solo dopo qualche settimana, quando ho fatto un’integrazione di denuncia, accorgendomi che mancavano anche dei monili d’oro e di corallo che non sono stati più ritrovati”.

Prima della sentenza, il trentenne ha provato difendersi rilasciando spontanee dichiarazioni, nel corso delle quai ha chiamato in causa la pandemia di Coronavirus.

“Chiedo scusa per quello che ho fatto – ha esordito – ma ero rimasto senza soldi e senza tetto. Il giorno prima, venerdì, mi sono rivolto alla Caritas, ma mi hanno detto che prima dovevo fare il tampone. Allora sono andato alla cittadella della salute, dove però mi hanno detto di tornare lunedì. Uscendo e non avendo un posto dove andare, sono entrato per dormire. Poi su un comodino ho trovato una collana, ho cominciato a giocherellarci e mi è rimasta in mano, come l’altra collana e l’anello che mi hanno trovato addosso i carabinieri”. 

Per la difesa le due abitazioni, al momento dell’ingresso del trentenne, erano “abbandonate” quindi non una “privata dimora”, mentre il furto di bigiotteria non è stato consumato, ma solo tentato. Non è bastato all’imputato per evitare una severa condanna a quattro anni di reclusione e mille euro di multa.

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
13 aprile, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/