Il Cairo – La fidanzata di Patrick Zaki è riuscita a fargli visita oggi, in carcere al Cairo.
Patrick Zaki
Ne danno notizia gli attivisti della pagina Facebook “Free Patrick”, che riferiscono di come la fidanzata abbia trovato un Patrick che ormai ha perso la speranza di tornare presto libero.
“Purtroppo – scrivono su Facebook gli attivisti -, quando la sua ragazza ha cercato di confortarlo dicendogli che si spera che tutto questo finisca presto, lui ha fatto una risata sarcastica e disperata, dicendo che sta cercando di adattarsi a stare in prigione, in un modo che indica che ha perso la speranza di essere presto libero e sta rimanendo forte per coloro che ama”.
“Ha anche menzionato che mentre stava lasciando la sua struttura di detenzione prima della sua ultima sessione di udienza – continuano gli attivisti -, il direttore della prigione lo ha fermato e gli ha detto che non gli permetterà di entrare di nuovo finché non si sarà tagliato i capelli, mentre rideva con gli altri agenti di polizia intorno a lui. Questo è stato a dir poco ingiusto, anche i piccoli dettagli sono controllati, il suo corpo e il suo aspetto sono soggetti alla loro opinione”.
Dal racconto sulla pagina Facebook, emerge come Patrick Zaki fosse a conoscenza del rinnovo della sua carcerazione per altri 45 giorni, ma che non sapesse dello stato dell’appello presentato dai suoi avvocati per cambiare la corte che si occupa del suo caso. Purtroppo è toccato alla fidanzata dirgli che quella richiesta era stata respinta e che il processo continua a essere presieduto dallo stesso giudice.
Prima che terminasse la visita, Patrick ha regalato alla fidanzata il libro “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez. All’interno ha scritto un biglietto in italiano: “Ancora resistendo, grazie per il supporto tutti tutti”.
Il biglietto scritto da Patrick Zaki
Il 29enne Patrick Zaki si trova in carcere da più di un anno. Lo studente è stato arrestato il 7 febbraio dello scorso anno, appena atterrato all’aeroporto del Cairo. Voleva tornare nella sua città natale, Mansura, per trascorrere una breve vacanza insieme ai genitori approfittando della pausa accademica. Zaki, però, non è mai arrivato a casa.
Il giorno successivo lo studente era Mansura, ma in stato d’arresto. Le accuse mosse contro di lui sono minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo. Le accuse si basano su dieci post pubblicati da una pagina Facebook che la magistratura egiziana attribuisce al 29enne, ma che la difesa invece ha fin dal primo momento considerato falsi. Secondo le denunce di attivisti e legali, Patrick Zaki è stato anche torturato durante un interrogatorio.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY