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Tribunale - Spaccio - Sequestrati due etti pari a oltre 2.450 dosi - La difesa di uno dei due arrestati: "Solo un passaggio a un amico"

In scooter a Roma per fare il pieno di hashish – Droga nascosta in un oliveto

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Polizia

Operazione della polizia


Viterbo – (sil.co.) – In scooter da Viterbo a Roma per fare il pieno di hashish da spacciare. 

Secondo l’accusa il 2 luglio 2020 è andato a Roma con lo scooter da Bagnaia per fare il pieno di droga a San Basilio e poi nasconderla in un oliveto in strada Poggio Foglietta a Carbognano. “Ha solo accompagnato un amico assuntore”, secondo la difesa.

A processo davanti al giudice Elisabetta Massini, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di due panetti di hashish, un trentenne d’origine moldava, detto “Giorgio”, assistito dall’avvocato Franco Taurchini.

Al centro della vicenda due panetti di hashish del peso di 191,6 grammi. il cui principio attivo, secondo le analisi degli specialisti dell’università della Tuscia, sarebbe stato sufficiente al confezionamento di ben 2452 dosi.

La scorsa estate il trentenne è stato arrestato assieme a un italiano dalla squadra mobile della questura di Viterbo che aveva ricevuto una soffiata, su una trasferta dell’imputato a Roma con lo scooter per l’acquisto di stupefacente.


Per nascondiglio un oliveto…

“Lo abbiamo seguito quando, verso le 13,20, è uscito dalla sua casa di Bagnaia, prelevando la ragazza a Viterbo. La coppia ha fatto tappa a Fabrica di Roma, da dove l’imputato è ripartito alla volta di Roma con un uomo come passeggero. Abbiamo visto che andavano a San Basilio e siamo tornati indietro, aspettando che ripassassero da Monterosi”, ha spiegato uno degli agenti impegnati nell’operazione. 

Il trentenne era stato già arrestato nel maggio 2015 nell’operazione “Fai da te”, non per spaccio, ma nell’ambito del filone “banda del frullino”, ovvero furti nei self service dei distributori di benzina, scassinati di notte con un frullino. 

“Verso le 16 li abbiamo agganciati e seguiti fino a XXX Miglia, dove sono andati verso Fabrica di Roma, fermandosi in un strada sterrata presso un oliveto. Il passeggero, italiano, è sceso con una busta rosa, armeggiando sotto un albero con una scatola, dove stava cercando di nascondere 600 euro in contanti, i due panetti di hashish e un bilancino, che ci sono stati consegnati spontaneamente dagli arrestati”, ha spiegato il poliziotto. 


L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato Franco Taurchini


“Solo un passaggio in scooter a un amico”

Il fermo di entrambi gli indagati è stato poi convalidato dal giudice Silvia Mattei. E’ stata stralciata la posizione dell’italiano, che ha optato per il rito alternativo del patteggiamento, che prevede lo sconto di un terzo della pena, mentre ha scelto il processo col rito ordinario il trentenne moldavo. 

“Il mio assistito ha solo dato un passaggio a Roma a un amico assuntore”, ha detto difensore Taurchini, chiedendo l’acquisizione dei verbali dell’udienza di convalida, in cui gli arrestati forniscono la stessa versione della vicenda.

Il giudice Massini ha rinviato al 20 dicembre per la sentenza. 


Oltre 2.400 dosi secondo i laboratori Unitus

La sostanza, dopo il narcotest effettuato dalla polizia scientifica della questura, è stata analizzata dagli esperti dei laboratori del Deb (Dipartimento scienze ecologiche e biologiche) Unitus, grazie al protocollo siglato nel marzo 2019 da procura della repubblica e università degli studi della Tuscia. Una convenzione che rende possibile analizzare con precisione le sostanze stupefacenti sequestrate in operazioni di polizia giudiziaria nell’arco di 48 ore. 

Sono stati campionati 100 milligrammi di sostanza dei quasi due etti dei panetti. “E’ emerso un principio attivo pari a 61,5 grammi che, moltiplicati per la quantità di stupefacente, fanno 2.452,99 dosi”, ha riferito in aula la dottoressa che si è occupata di analizzare lo stupefacente. 


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18 maggio, 2021

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