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Operazione Hot line - Sfruttamento della prostituzione - Gli arrestati verso il patteggiamento

Appartamenti a luci rosse, l’udienza a marzo

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Roldano Baglioni

Roldano Baglioni

Maurizio Maravalle

Maurizio Maravalle

Alessandro Ceccarelli

Alessandro Ceccarelli

(s.m.) – Operazione Hot Line, udienza a marzo.

Va verso il patteggiamento la vicenda degli appartamenti a luci rosse a Viterbo e provincia scoperti nell’operazione Hot Line.

Il blitz congiunto di polizia e carabinieri, portato a termine nel maggio del 2011, approderà in aula a marzo.

L’udienza per gli arrestati è fissata verso la fine del mese. In tre finirono in manette: l’ex commerciante 41enne di Castel Viscardo Alessandro Ceccarelli, l’operaio 51enne di Acquapendente Maurizio Maravalle e l’albergatore 52enne di San Lorenzo Nuovo Roldano Baglioni.

Due i filoni di inchiesta, coordinati entrambi dal pm Massimiliano Siddi. Della tranche viterbese, riguardante Ceccarelli e Maravalle, si è occupata la squadra mobile. Dell’altra, relativa a Baglioni e localizzata in provincia, i carabinieri.

Gli appartamenti, ancora una volta, si trovavano nel centro storico di Viterbo: via Mazzini, via Saffi e piazza della Rocca. Le prostitute ruotavano da un alloggio all’altro per non destare sospetti. In genere si trattenevano solo per pochi giorni a Viterbo. Poi ripartivano.

I tre arrestati avrebbero curato nei minimi dettagli l’attività, occupandosi di ogni singolo aspetto: dal reclutamento delle ragazze alla realizzazione di annunci e book fotografici, facendo anche da tassisti, che accompagnavano e andavano a prendere le ragazze all’aeroporto.

Baglioni è l’unico ad avere precedenti proprio per sfruttamento della prostituzione: nel marzo 2011 era già stato arrestato con l’accusa di aver convertito il suo albergo in una casa di appuntamenti. Anche in quell’occasione patteggiò.


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15 gennaio, 2013

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