Roma – Vengono chiamati nativi digitali e quest’anno a causa del Covid hanno dovuto sperimentare la didattica a distanza, ma ben il 29,3% di questi ragazzi non è in grado di scaricare un file da una piattaforma della scuola; il 32,8% non sa utilizzare un browser per l’attività didattica; l’11% non è capace di condividere uno schermo durante una chiamata con Zoom. Emerge dalla prima indagine pilota sulla povertà educativa digitale realizzata da Save The Children.
Didattica a distanza
I risultati indicano che un quinto dei ragazzi (il 22% contro il 17% delle ragazze) non è in grado di rispondere correttamente a più della metà delle domande proposte per valutare le competenze sugli strumenti digitali, né tantomeno eseguire semplici operazioni, del resto quasi 1 ragazzo su 3 non ha un tablet a casa e 1 su 7 neanche un Pc e l’82% dichiara di non aver mai utilizzato prima della pandemia il tablet a scuola.
Circa il 10% degli studenti che hanno partecipato all’indagine pilota non è in grado di riconoscere una password di sicurezza media o elevata. Quasi un terzo (31,1%) pensa che l’età minima per avere un profilo sui social, ad esempio Tik Tok o Instagram,sia inferiore ai 13 anni. Circa il 7% pensa che l’età per poter accedere ai social sia 10 anni o meno. Inoltre, il 30,3% non conosce i passaggi necessari a rendere un profilo Instagram accessibile soltanto ai propri amici e non pubblico. Il 56,8%invece non è a conoscenza delle regole relative alla cessione ai social della propria immagine, mentre il 46,1% non è in grado di riconoscere una fake news riguardante l’attualità.
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