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Tribunale - E' imputato di stalking - La vittima: "Ha detto che avrebbe ammazzato anche mia figlia"

Ex la minaccia: “Ti metto in un sacco nero e ti faccio sparire”

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Violenza di genere - Foto di repertorio

L’ennesima vittima di stalking – Foto di repertorio


Sutri – (sil.co.) – “Ti metto in un sacco nero e ti faccio sparire”. E’ una delle tante minacce di morte inviate giorno e notte tramite Whatsapp a una 33enne di Sutri dal suo ex che tuttora non si darebbe pace per essere stato scaricato.

“Continua a cercarmi, quando esco mi guardo alle spalle perché ho il terrore di trovarmelo dietro che mi spia, se continua lo denuncio”, ha detto la vittima, raccontando il suo calvario al giudice Francesco Rigato, davanti al quale giovedì è entrato nel vivo il processo per stalking al presunto persecutore.

Dopo mesi di tormenti, la donna si è decisa a denunciarlo ai carabinieri il 16 febbraio 2018. “E’ stato quando ho avuto paura per mia figlia, perché, oltre a dire che avrebbe ammazzato me, ha cominciato a dire che avrebbe fatto del male anche i miei familiari”, ha spiegato.


Carabinieri

Carabinieri


Nel corso delle indagini è emerso che l’imputato avrebbe telefonato e inviato messaggi alla ex anche tramite numeri sconosciuti alla donna che, vivendo da sola con la figlia e non avendo in casa una linea fissa, avrebbe l’abitudine di tenere il cellulare acceso anche di notte.

“Abbiamo accertato, ad esempio, che l’imputato chiamava la parte offesa anche utilizzando una scheda intestata a un’amica. Prima abbiamo acquisito i tabulati, quindi localizzato le celle agganciate, scoprendo che era sempre la stessa, corrispondente al luogo di residenza dell’indagato”, ha spiegato il comandante della stazione dei carabinieri di Sutri, Luigi Morsa.

“Ha anche messo in giro le mie foto su internet, su un sito per incontri, con il mio numero di cellulare. L’ho capito quando hanno cominciato a chiamarmi da tutto il  mondo per chiedermi di fare sesso, allora gliel’ho detto e deve essersi messo paura levando la foto, perché hanno smesso”, ha rivelato la donna.

Alla ex avrebbe anche fatto sapere di possedere un’arma, una pistola. “Abbiamo proceduto a una perquisizione domiciliare, ma non abbiamo trovato armi”, ha spiegato il comandante Morsi.

Il processo riprenderà il prossimo 8 febbraio. 


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12 giugno, 2021

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