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Tribunale - Imputato di violenza sessuale un vicino di casa della vittima - Indagata in concorso col figlio anche la madre

Aggredisce e palpeggia 17enne in garage e le dice: “Per una toccatina fai tanto la preziosa?”

di Silvana Cortignani
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Viterbo – Palpeggia una minorenne negli spazi condominiali, vicino di casa alla sbarra per violenza sessuale. “Per una toccatina di sedere fai tanto la preziosa?”, le avrebbe detto quando è scoppiata a piangere.

Da ieri è indagata pure la madre, per stalking in concorso col figlio, in seguito alla “contestazione suppletiva” della pm Paola Conti al termine della prima udienza del processo. Vittime la minorenne e anche la mamma della ragazza, quest’ultima”colpevole” di avere difeso la figlia.

L’imputato è un uomo con l’hobby della scultura residente in un piccolo centro dell’alta Tuscia, difeso dall’avvocato Franco Taurchini. Parte civile con l’avvocato Angelo Di Silvio la vittima, una ragazza oggi ventenne e studentessa universitaria. All’epoca dei fatti, il 5 maggio 2018, aveva 17 anni e faceva ancora le superiori.

Con molto coraggio e determinazione, la ventenne ha rifiutato che l’udienza si svolgesse a porte chiuse e, nonostante le tremasse la voce, ha ripercorso senza contraddizioni né tentennamenti quello che le è capitato verso le 10 del mattino di quel sabato di tre anni fa.


Violenza di genere - Foto di repertorio

Violenza di genere – Foto di repertorio


“Il sabato non c’era scuola per cui stavo andando in palestra. Quando sono scesa per prendere il motorino, all’improvviso me lo sono trovato dietro, mentre ero dentro il mio garage e stavo infilando il casco. E’ entrato e mi ha infilato una mano nei pantaloni toccandomi il sedere dall’alto verso il basso, cercando l’inguine, poi, mentre mi voltavo per dargli una spinta e allontanarlo, mi ha alzato il giubbotto e la felpa per toccarmi il seno”, ha raccontato la vittima, dicendosi ancora sotto shock per l’aggressione sessuale subita da parte di un adulto.


“Per una toccatina fai tanto la preziosa?”

“Non era come se mi avesse toccata un coetaneo. Aveva un atteggiamento intimidatorio, uno sguardo che non saprei definire. Con una mano mi toccava e con l’altra teneva una ghirba. Per la paura sono scoppiata a piangere e lui, di fronte alle mie lacrime, ha detto ‘per una toccatina di sedere fai tanto la preziosa?'”, ha proseguito.

La diciassettenne, spaventata a morte da quell’uomo che “già quando andavo alle elementari si fermava ad accarezzarmi i capelli mentre aspettavo lo scuolabus alla fermata”, è corsa dalla madre, che in quel momento stava allestendo in paese una mostra di ricami. 


“Ho visto arrivare mia figlia che piangeva disperata”

“Me la sono vista arrivare in motorino che balbettava e piangeva disperata, senza riuscire a dirmi cosa le fosse accaduto. Lì per lì ho pensato avesse fatto un incidente. Le abbiamo dato dell’acqua per farla calmare, dopo di che mia figlia, con cui ho un bellissimo rapporto e che mi confida sempre tutto, mi ha raccontato di essere stata palpeggiata dal vicino e che voleva andare a denunciarlo dai carabinieri”, ha spiegato la mamma in aula.

Prima di andare in caserma le due donne sono ripassate da casa. “Lo abbiamo incontrato per le scale e mia madre lo ha affrontato, chiedendogli come si fosse permesso di toccare sua figlia, al che lui ha cominciato a negare spudoratamente, le ha risposto ‘ma chi te l’ha toccata’, dicendo che mi ero inventata tutto e che ero una bugiarda e una handicappata”.


Alla madre: “Ti venisse un colpo” – Al padre: “Cornuto”

E qui entra in gioco per la prima volta anche la madre dell’imputato. “Si è affacciata proseguendo sulla stessa linea del figlio. Ancora oggi, quando passiamo, madre e figlio farfugliano frasi tipo ‘troia, ti pigliasse un colpo, ti venisse un infarto'”, ha spiegato la ventenne che, nonostante a Perugia viva da sola, non è più riuscita a mettere piede nel garage dell’abitazione dei genitori e così come la madre vive in uno stato di agitazione perenne.

Infine l’episodio del “biglietto di auguri di Natale” al padre. “Sette mesi dopo, il 26 dicembre 2018, il giorno di Santo Stefano, è stata fatta trovare una lettera anonima a mio marito – ha spiegato la madre – in cui c’era scritto ‘cornuto sei nato e cornuto morirai, auguri'”.


Indagata da ieri anche la madre dell’imputato

La pm Conti, alla luce delle testimonianze, ha deciso quindi di contestare all’imputato anche il reato di stalking in concorso con la madre, dal 5 maggio 2018 ad oggi. La donna, che avrebbe dovuto essere il testimone chiave della difesa, da ieri figura di conseguenza nella vicenda come indagata. Il processo riprenderà il prossimo 9 febbraio.

Silvana Cortignani


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8 luglio, 2021

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