Viterbo – “Non esiste l’emergenza sanitaria, esiste quella democratica”. Nel pomeriggio di ieri si è tenuto il terzo sabato di manifestazioni a Viterbo contro il green pass e le misure varate dal governo Draghi. Una settantina in tutto le persone che hanno deciso di sfidare il caldo e di non partire per il ponte di Ferragosto per riunirsi sotto i portici del palazzo dei Priori, in piazza del Comune, e dire no al decreto dell’esecutivo che richiede il certificato vaccinale per poter accedere a servizi al chiuso ed eventi.
Viterbo – La manifestazione contro il green pass a piazza del Comune
I manifestanti hanno raggiunto la piazza intorno alle sei, quando dalle casse degli organizzatori uscivano le note di una canzone che recitava “Noi siamo la libertà”. Poche bandiere, nessun striscione o coro. Piuttosto spuntavano qua e là piccoli cartelli con scritto “Vaccini per scelta, non per obbligo, non per ricatto”, oppure semplicemente “No green pass”.
“Oggi i media mainstream danno informazioni univoche – ha commentato Angelo Ferrante, un ex carabiniere in pensione e uno degli organizzatori della manifestazione -. Vengono intervistati sempre gli stessi medici e virologi. Noi invece forniamo informazioni di esperti che non vengono mai ascoltati, diamo delle notizie che magari non si sanno”.
Viterbo – Piazza del Comune – Angelo Ferrante
Ferrante ha preso il megafono per compattare la platea, che aveva raggiunto il luogo dell’incontro in piccoli gruppi separati, e ha dato inizio alla manifestazione. Il primo intervento è stato della moglie Alba Oddo, che condivide con il marito la contrarietà al green pass. “Ci hanno dichiarato guerra, contro la nostra vita – ha affermato Oddo -. Ce l’ha dichiarata un nemico che sta dietro le quinte, ma che muove i fili di chi si è fatto burattino e agisce contro di noi. Siamo soli a combattere questa guerra che ci vuole fare schiavi di potenti. Ci impongono determinate linee e direttive, ma dobbiamo sapere che dobbiamo e possiamo scegliere, per il bene nostro e dei nostri figli. La disobbedienza diventa un sacro dovere quando l’inganno diventa legge”.
In piazza era presente anche Paolo Gibilisco, professore all’università di Torvergata a Roma con una casa a Celleno. Era intervenuto anche alla scorsa manifestazione, quella del 31 luglio. “C’è un’immagine che mi ha fatto molto riflettere. Durante il lockdown del 2020, a Pescara un ragazzo stava sulla battigia a fare una corsetta in riva al mare. È arrivato un poliziotto che lo ha rincorso nel tentativo di bloccarlo ma il ragazzo, avvantaggiato dall’età, è riuscito a fuggire. Successivamente è stato però identificato e fermato. Ecco, questa è l’immagine della situazione tragicomica in cui ci troviamo”.
Viterbo – Piazza del Comune – Paolo Gibilisco
“Che cosa ha in testa chi attualmente ci governa? Ha in testa di attuare un controllo sulle nostre vite che sia il più assoluto possibile e di cui i vaccini sono solo un esempio – ha continuato Gibilisco -. Ce ne sono anche altri, come quello del contante interpretato come fonte di ogni illegalità. A me hanno rubato i soldi in un solo caso, con le carte di credito e mai con il contante. Il green pass e il vaccino si inseriscono in un discorso più ampio, quello del controllo assoluto che si vuole avere sulla cittadinanza”. Il professore prende una pausa, il pubblico applaude.
“Stare in piazza ci consente di smentire le notizie che circolano e di uscire dalla bolla dei social che ci isolano, creando legami tra persone, associazioni e gruppi politici nella realtà – ha poi affermato Gibilisco a margine della manifestazione -. Noi puntiamo a creare un’organizzazione, che sia locale e poi nazionale, che abbia come scopo di ripristinare la costituzione e la democrazia”.
A prendere la parola è stato poi Raffaello Federighi, un ex ufficiale dei carabinieri in pensione. “La piazza – ha detto – è dei cittadini, che si riuniscono e si confrontano e fanno poi sapere a chi li rappresenta quali sono le loro opinioni. Rispetto a quello che dice il mainstream, c’è un terzo degli italiani che la pensa come chi si trova in questa piazza, ma forse è spaventato o turbato e non interviene. In questi 15 giorni abbiamo fatto però passi avanti. Noi cittadini cominciamo a organizzarci. Io personalmente non faccio altro che fare incontri e riunioni. Si tratta di persone che si vogliono organizzare e che hanno capito il punto fondamentale, ovvero che non esiste l’emergenza sanitaria, esiste l’emergenza democratica”.
Viterbo – La manifestazione a piazza del Comune contro il green pass
La parola è passata poi nuovamente ad Angelo Ferrante, che poco prima di dichiarare terminata la manifestazione, si è rivolto alla platea dicendo: “Non si può mollare. Siamo pochi, ma siamo tantissimi. Noi abbiamo il cuore grande e riusciremo a portare avanti quello che pensiamo sia giusto”.
“Il green pass è un provvedimento discriminatorio, contrario alle indicazioni europee – ha commentato una manifestante quasi al termine dell’evento – . Il certificato vaccinale è stato concepito per favorire e semplificare gli scambi, qui è stato invece utilizzato in maniera impositiva. Inoltre è un po’ farlocco perché anche i vaccinati possono contagiare. Magari un persona che ha il raffreddore o il Covid ha il certificato e può entrare dappertutto. Un green pass invece con tampone nasale nelle 48 ore precedenti già offrirebbe una garanzia maggiore, rispetto a quello da vaccinato”.
Edoardo Venditti
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