– Un cumulo di sanitari rotti e mattonelle lo ha fatto finire a giudizio.
L’imprenditore Amedeo Orsolini, titolare dell’omonima azienda edile, è imputato per attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Il processo davanti al giudice Eugenio Turco è alle battute finali, ma la vicenda è già vecchia di più di due anni.
Risale al settembre 2010, quando gli uomini della forestale fecero un controllo alla sede dell’azienda a Vignanello, in località Centignano. Accantonati in un angolo, trovarono pezzi di lavandini, sanitari, intelaiature e piastrelle da buttare. Tutti materiali prima esposti e poi scartati, perché danneggiati.
“Non erano rifiuti speciali – ha spiegato in aula il responsabile del servizio di sicurezza nell’azienda -. Lavandini e sanitari non sono materiali pericolosi. Erano stati ammucchiati in attesa dello smaltimento. Il giorno dopo li hanno portati via”.
All’udienza di ieri mattina doveva testimoniare anche Roberto Tomassetti, l’imprenditore viterbese arrestato nell’inchiesta Genio e sregolatezza. Anche Orsolini è coinvolto: il suo nome compare nel registro degli indagati del secondo filone dell’appaltopoli nostrana. Era la Gemma Srl, l’azienda di Tomassetti, a occuparsi dello smaltimento dei rifiuti della Orsolini Spa.
Per la vicenda dei presunti appalti truccati a Viterbo e in provincia, Tomassetti è ancora agli arresti domiciliari. Il giudice lo ha citato di nuovo per la prossima udienza del 9 maggio quando l’imprenditore, con tutta probabilità, sarà tornato a piede libero.
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