– Botte a un ragazzo in discoteca, buttafuori a giudizio.
Era il 31 agosto del 2008, un sabato notte di fine estate come tanti. Un gruppo di ragazzi stava trascorrendo la serata in una discoteca viterbese tra Vetralla e Capranica. A un certo punto, per motivi mai ben chiariti, sarebbe iniziato qualche diverbio tra alcuni dei giovani che stavano ballando in pista.
Gli addetti alla sicurezza sono quindi intervenuti per tentare di far tornare la calma, ma la situazione è degenerata.
Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Massimiliano Siddi, uno dei buttafuori avrebbe preso uno dei ragazzi e, dopo averlo portato fuori, avrebbe continuato ad aggredirlo con calci e pugni anche quando si trovava riverso a terra.
Il ragazzo, maggiorenne già all’epoca dei fatti ma comunque giovanissimo, fu trasportato al pronto soccorso con un trauma cranico e un vistoso segno sul volto. “I segni più evidenti – ha spiegato ieri in aula il medico legale che ha eseguito la perizia – li ha riportati all’occhio destro. Oltre ai lividi e alle escoriazioni aveva anche una frattura all’orbita per la quale ha dovuto subire un intervento di chirurgia maxillo-facciale all’ospedale Sant’Andrea di Roma.
In tutto la prognosi certificata è stata di 25 giorni, ma oltre ai danni fisici il ragazzo ha riportato anche delle ripercussioni psicologiche come stati d’ansia e tremolii alle mani dovuti al profondo choc”.
Il buttafuori, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, dovrà ora rispondere di lesioni volontarie aggravate.
Nell’udienza di ieri, di fronte al giudice Rita Cialoni, hanno testimoniato anche alcune ragazze, presenti ai fatti di quella notte. Non tutte però avrebbero visto nel dettaglio cosa è accaduto. Del resto la confusione in discoteca era tanta e nella ressa che si era creata qualche particolare è sfuggito, tra cui anche la descrizione certa delle caratteristiche fisiche del buttafuori.
Nel processo sono parte civili sia la vittima, difesa dall’avvocato Riccardo Micci, che la proprietà della discoteca, difesa dal legale Luca Mecarini in quanto la società che si occupava della sicurezza e gestiva quindi i buttafuori non aveva nulla a che fare con i proprietari, ma era esterna.
Tutti i testimoni sono stati ascoltati e il giudice ha aggiornato l’udienza per la discussione al prossimo 13 giugno.
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