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Tribunale - Vittima un disoccupato - L'imputato accusato di lesioni colpose gravissime

Si amputa le dita di una mano con la sega elettrica, artigiano a processo

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Vitorchiano – (sil.co.) – Stava aiutando un amico parchettista quando si è amputato le cinque dita di una mano con la sega elettrica riportando un’invalidità permanente. 

Per quel tragico incidente, classificato come infortunio sul lavoro, l’artigiano è finito sotto processo per lesioni colpose gravissime, in quanto la sega elettrica non era dotata dei dispositivi di sicurezza e secondo l’accusa la vittima era un dipendente. 

Mancava poco all’una del 19 maggio 2014, un lunedì mattina, quando l’uomo è stato soccorso dal 118 sulla piazza di Vitorchiano dove nel frattempo l’aveva accompagnato l’artigiano dando l’allarme.


Viterbo - Il pronto soccorso del Belcolle

Viterbo – Il pronto soccorso del Belcolle


La vittima, all’epoca 38enne, fu ricoverata con un codice rosso al pronto soccorso, riportando una invalidità civile permanente, nonostante il disperato tentativo da parte dei sanitari di rimediare alle gravissime lesioni riportate al tutte e cinque le dita della mano.

La coppia stava posando il parquet in una stanza di una decina di metri quadri di un appartamento privato, il cui proprietario è stato sentito ieri all’ultima udienza del processo davanti al giudice Elisabetta Massini. Il testimone non era presente: “Avevo dato le chiavi di casa al parchettista. Si trattava di un lavoretto da mezza giornata, per cui mi disse che sarebbe venuto da solo”. 

Invece, in base a quanto emerso durante l’istruttoria, l’imputato, che faceva ancora dei lavoretti anche se aveva cessato la sua attività l’anno precedente, fu accompagnato dalla vittima, un amico disoccupato.

Secondo il difensore Riccardo Micci, il 38enne, che sarebbe stato interessato a imparare il mestiere, oltre a non essere un dipendente, avrebbe messo in atto di sua iniziativa “una condotta improvvida, non richiesta” raccogliendo da terra la sega elettrica mentre era in movimento.

L’accusa ha chiesto che l’ex parchettista venisse condannato a 8 mesi per lesioni colpose aggravate dall’amputazione di organi vitali, il giudice lo ha assolto da un capo d’imputazione e condannato a una multa di 1500 euro con sospensione della pena per le lesioni.

“Non è credibile – ha detto il giudice, motivando contestualmente la sentenza – che la parte offesa sia andata solo per imparare, ma era un mero manovale”. 


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21 settembre, 2021

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