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Tribunale - Il perito: "Sono in grado di intendere e di volere"

Bimba al pronto soccorso, genitori a processo per maltrattamenti

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Viterbo – (sil.co.) – L’11 agosto 2016 la loro figlioletta fu ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, i sanitari si insospettirono e per i genitori partirono una serie di accertamenti sfociati in un processo per maltrattamenti.

Del caso, oltre alla procura della repubblica di Viterbo, si è occupato anche il tribunale per i minori di Roma.


Abusi su minori (foto generica)

Abusi su minori (foto generica)


Ieri, a distanza di oltre cinque anni, per il padre e la madre della bambina si è aperto davanti al giudice Elisabetta Massini il processo per maltrattamenti in famiglia aggravati dalla minore età della vittima.

Contro la coppia si è costituito parte civile con l’avvocato Barbara Marzoli il sindaco del piccolo centro della Teverina dove sarebbero avvenuti i fatti. 

I tempi dell’ammissione delle prove, a partire dal referto dell’ospedale dell’11 agosto 2016 e dal provvedimento del tribunale dei minori del 22 febbraio 2019, si sono allungati in seguito alla perizia psichiatrica disposta sulla coppia dal tribunale e affidata al medico legale Alessandro Pinnavaia per chiarire se padre e madre sono capaci di intendere e di volere.

Secondo Pinnavaia, entrambi i genitori sono capaci di intendere e di volere, per cui il processo si farà. 

Il consulente ha ripercorso, anzitutto, le conclusioni cui sono giunti i giudici del tribunale dei minori di Roma. “In base alla perizia disposta dal tribunale dei minori – ha spiegato Pinnavia – sono emerse problematiche di natura psichica, in particolare a carico del padre, mentre è risultata più lieve l’insufficienza mentale a carico della madre. Fatto sta che per il tribunale dei minori c’è una capacità genitoriale inadeguata da parte della coppia”.

Diverse le conclusioni dei medici della Asl di Viterbo, cui la coppia è stata affidata per un percorso. “Secondo la Asl non si evidenziano emergenze di natura psichica. Si tratta di una coppia con problematiche e difficoltà nella gestione della figlia, ma conducono una vita normale, anche se sotto la supervisione della Asl”, ha sottolineato il consulente. 

“Per quanti mi riguarda, sono capaci di intendere e di volere”, ha concluso il dottor Pinnavaia.

L’udienza è quindi proseguita con l’ammissione delle prove, mentre il processo entrerà nel vivo il 27 gennaio con i testi della procura, per poi proseguire il 3 febbraio con i testimoni di parte civile, mentre, salvo imprevisti, il giudice Massini ha già fissato per il 17 marzo la discussione. 


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5 ottobre, 2021

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