Viterbo – Ringrazio Angelo Bini per aver citato un mio passo a proposito dei no vax e dei no-greenpass. Se posso essergli utile sulla sociologia, dopo quarant’anni spesi ad insegnarla e a fare ricerca in campo nazionale e internazionale, direi che – come ogni altra scienza, e in specie sociale – l’approccio qualitativo si “aggiunge” a quello quantitativo, comunque sotto la garanzia del rigore metodologico. Mi creda, caro Bini, contare e raccontare, in sociologia, sono la stessa cosa. Altrimenti il sociologo sarebbe un opinionista, più o meno saggio, o forse un affabulatore, piuttosto che uno scienziato. Devo dire che, purtroppo, molti – anche ai più alti livelli culturali e mediatici – cadono in questo equivoco.
Quanto ai vari movimenti no-vax/no-pass occorre distinguere una opzione filosofica da un movimentismo di stampo qualunquista. L’opzione filosofica resta tale, cioè soggettiva e quindi discutibile, certo intellettualmente rispettabile, sociologicamente degna di essere studiata, ma politicamente criticata.
Per quel che riguarda il qualunquismo, ovviamente non nasce dal nulla – lo insegna la Storia – ma si genera da posizioni che un tempo erano fondate su bisogni prettamente politici e socioeconomici espressi impulsivamente; mentre oggi nasce sovente appresso alle dinamiche interne alla rete mediatica.
Faccio un esempio. Oggi molta gente – troppa – invece che dal medico (o addirittura in contrasto con lui) si cura su internet, su wikipedia, dove si trova un pot-pourri di informazione, corretta o meno che sia. Inoltre, si costruiscono ”verità” basate sul passaparola dei social, dove il novanta per cento degli influencer adoperano, più che la conoscenza, un potere carismatico fondato su un’occhiuta gestione dell’immagine. Queste non sono opinioni mie, sono acquisizioni scientifiche della sociologia della comunicazione. Poi, può darsi che qualcuno ne sia entusiasta, che legga tutto ciò come una rivoluzione sociale e culturale dal basso. Da sociologo invece lo giudico come un degrado dell’informazione a cui la politica dovrebbe rispondere meglio, invece che cavalcarne opportunisticamente i cascami.
Se poi dalla scienza vogliamo passare ai valori – ma Max Weber e Robert Merton non facevano distinzione a riguardo – mi sembra che chiamare atto totalitario una scelta sanitaria – rivelatasi felice nei dati – che chiama i cittadini ad un atto di responsabilità e di rispetto verso la comunità, sia un segnale di ignoranza. Ignoranza dei reali fondamenti della Costituzione (guarda un po’…) , del concetto di libertà in uno stato democratico, ma anche del funzionamento scientifico della scienza e, segnatamente, dei vaccini.
No, caro Bini, i no-vax e i no-greenpass – al netto di coloro che non possono vaccinarsi – non sono colti e profondi. Sono dei navigatori a vista nel mare del web.
Lei si definisce un no-vax strategico che crede “nella utilità dei vaccini nella nostra vita contingente”, ma ritiene “errata e dannosa la cultura dei vaccini come scelta per l’umanità”. Lei si ispira ad un’idea di “equilibrio biologico naturale” in base alla lettura – che ritiene più che “sufficiente”, di un’opera di Ernst Mayr: rispetto per i meccanismi naturali, adeguamento a essi, ecc.
Ho l’impressione che, a seguire questi principi, l’Uomo starebbe ancora dentro una grotta a cibarsi di radici e a pregare qualche dio-totem di preservarlo da un raffreddore. Viceversa, l’Uomo è il solo animale che ha capacità creative, “prometeiche” le definirei, e una coscienza. E deve prendersi delle responsabilità “etiche”. Quindi, fare scelte che altri animali non fanno; è il bello e il tragico della vita umana.
Peraltro, Mayr dice soprattutto altre cose, a proposito di differenziazioni evolutive delle specie…
In conclusione, le offro un consiglio, proprio a proposito di cultura e di “profondità”. Non basi tutte le sue opinioni – o credenze – sulla lettura (selettiva) di un solo libro, quasi venisse illuminato sulla via di Damasco. Sa cosa mi ha insegnato un grandissimo mio maestro, Franco Ferrarotti? Di arricchire il pensiero con scienza e filosofia, certo, ma di formare le proprie idee dopo aver letto tanti libri. In questo caso, di sociologia e di biologia.
Comunque, la ringrazio, anche a nome di altri quaranta milioni di italiani, di essersi vaccinato. Lo ha fatto anche per il nostro bene.
Francesco Mattioli
Articoli: Angelo Bini: “A mio avviso i no-vax sono molto colti e molto profondi…” – Le migliaia di persone no-vax e no-pass sono preda ambita di alcuni partiti… di Francesco Mattioli
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