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– Era accusato di aver intossicato decine di persone con del pesce affumicato. Ma il giudice lo ha assolto: il ristoratore viterbese, finito a giudizio per somministrazione di alimenti alterati, non ha alcuna colpa.
Non fu il suo ristorante a cucinare le tinche affumicate che intossicarono 31 persone tre anni fa. Il pesce era già pronto. Comprato presso una cooperativa di pescatori di Bolsena.
Fu servito la sera del 21 dicembre 2009 a Bomarzo, durante una manifestazione.
Dopo la cena, una cinquantina di persone accusò i sintomi dell’avvelenamento. 31 risultarono intossicate. Per due fu addirittura necessario il ricovero.
Per il ristoratore si è aperto il processo davanti al tribunale di Viterbo. I testimoni hanno sciolto ogni dubbio: ammesso che il pesce fosse alterato, sarebbe stato impossibile accorgersene alla vista o al sapore.
In più, il ristoratore si era limitato a servirlo: il suo cuoco, che ha testimoniato all’udienza di ieri, era andato personalmente a comprarlo e lo ha impiattato così com’era. Da qui, l’assoluzione, che era stata chiesta sia dal pm Catia Naldi che dagli avvocati Ilaria Di Punzio e Marco Valerio Mazzatosta.
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