Viterbo – “L’86 per cento degli istituti scolastici superiori della Tuscia sono inagibili. Neanche ci potremmo andare”. Assemblea studentesca organizzata dalla Rete degli studenti a piazza della Rocca, città dei papi. Le parole sono della sua segretaria generale di Viterbo Bianca Piergentili. La manifestazione fa parte di una mobilitazione organizzata dalla Rete che in questo momento sta coinvolgendo 60 città in tutta Italia.
Bianca Piergentili
“Qui a Viterbo – ha detto subito Piergentili – abbiamo scelto questa modalità. Fare un’assemblea in piazza”. E in piazza gli studenti sono una cinquantina in tutto. Diversi gli interventi. Tra loro anche Stefania Pomante, segretaria generale della Cgil Viterbo e Civitavecchia, e Annamaria Eramo della Spi Cgil.
”Ripartiamo da zero”, questo il nome dell’iniziativa.
Rete degli studenti a piazza della Rocca
Edilizia scolastica, attività didattica in presenza, assemblee studentesche, sostenibilità ambientale e sostegno psicologico, le richieste “che – ha sottolineato Piergentili – verranno presentate al mondo della scuola. A partire dai dirigenti scolastici, in tutta Italia”.
Edilizia scolastica. “Le scuole della Tuscia – ha ribadito Bianca Piergentili nel suo intervento – sono fatiscenti. Sono vcchie e spesso cadono a pezzi, i termosifoni non funzionano. L’86 per cento degli istituti scolastici superiori della Tuscia sono inagibili. E non ci si potrebbe neanche andare”.
Annamaria Eramo
Attività in presenza. ”Siamo passati attraverso due anni di Dad – ha commentato Piergentili -. Usciamo da una situazione in cui la socialità è stata completamente persa. Non abbiamo più una vita di relazione con gli studenti al di fuori della scuola. Anche perché non ci sono più e attività extracurricolari dove avevamo modo di incontrarci”.
Assemblee studenti. “Prendiamo – ha detto la segretaria generale della Rete – di farle in presenza. Ci serve uno spazio. Perché l’assemblea di istituto è un diritto che da due anni a questa parte non ci è piu’ stato garantito”.
Stefania Pomante
Scuola sostenibile. ”Abbiamo scuole fatiscenti che non ci permettono di ridurre l’impatto ambientale. È la scuola la prima che ce lo dovrebbe insegnare”.
Il supporto psicologico per gli studenti subito dopo la pandemia. ”Molti vanno in ansia in ansia – ha concluso Bianca Piergentili -. Una condizione legata anche agli impegni scolastici, spesso eccessivo. Ma noi non abbiamo più tempo libero. Inoltre, se una ragazza o un ragazzo ha un attacco di panico i professori devono essere in grado di essere d’aiuto. E da questo punto di vista i professori non sono formati”.
Rete degli studenti a piazza della Rocca
“Abbiamo aderito con grande convinzione – ha spiegato in conclusione la segretaria generale della Cgil Stefania Pomante – Il paese vive un momento particolare soprattutto per i giovani e lavoratori. È giusto mettere al centro le ragioni degli studenti, la futura classe dirigente e lavoratrice di questo paese”.
Daniele Camilli
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