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Tribunale - La difesa: "Le piante di marijuana erano al confine di un terreno non recintato e di libero accesso a chiunque"

Ex poliziotto finisce a processo per coltivazione di cannabis

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Vetralla – (sil.co.) – Torna a casa con la moglie e il figlioletto di sei anni e porta i cani a fare i bisogno nell’orto, finisce a processo per spaccio. Nel terreno adiacente la sua abitazione c’erano i carabinieri che avevano trovato, proprio al confine con il dirupo sottostante, alcune piante di cannabis, delle quali è stato accusato di essere il proprietario.SCORTA)

E’ successo a Vetralla una sera d’agosto di due anni fa.

L’uomo, un ex ispettore della polizia penitenziaria, si è difeso venerdì davanti al giudice Roberto Colonnello al termine del processo in cui è imputato di coltivazione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. 


Viterbo - I carabinieri

Operazione dei carabinieri


“Avevo portato i cani a fare i bisogni nell’orto. A un certo punto gli animali hanno fiutato qualcosa, allora ho preso un bastone, poi ho visto spuntare due persone sul terreno di mia madre, che mi hanno detto di richiamare i cani. Erano due carabinieri, cui ho chiesto cosa stessero facendo. Mi hanno detto di andare con loro e portato a vedere delle piante, che io non avevo mai visto, in una zona incolta, proprio al confine della proprietà. Poi siamo andati a casa, dove c’erano mia moglie e mio figlio spaventati, il bambino in cameretta, e mi hanno preso la pistola d’ordinanza”.

“Il terreno non ha una recinzione, ci sono pezzi di rete sparsi ovunque, l’accesso è libero a tutti. Le piante erano proprio sul confine, sul ciglio a rischio frana in seguito a uno sbancamento fatto dal comune, una zona incolta, dove non andiamo mai, nemmeno col trattore, perché è pericoloso”, ha spiegato, su richiesta del difensore Paolo Delle Monache. 

Sentito l’imputato, il processo è stato rinviato al prossimo 18 gennaio per la discussione e la sentenza. 

 


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9 dicembre, 2021

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