Montefiascone – (sil.co.) – “Ci volevano undici anni e anche un processo d’appello per fare decadere ogni accusa”. E’ il commento dell’avvocato Luciano Tonietti del foro di Roma all’udienza del 13 dicembre del processo bis all’automobilista (assolto con formula piena in primo grado) che il 5 novembre 2010, mentre era alla guida della sua Polo sulla Commenda, si scontrò con una Fiat Panda che si immetteva sulla provinciale da una strada laterale, condotta da un uomo di 84 anni deceduto dopo due giorni di agonia all’ospedale di Belcolle.
Il famoso autovelox della Commenda – Sulla strada funestata dagli incidenti tanti limiti di velocità
Parte civile il figlio della vittima, assistito dall’avvocato Fausto Barili.
“Il mio assistito, che faceva l’autista di scuolabus, ha perso il lavoro e venti chili di peso per una vicenda che va avanti da undici anni senza che lui abbia alcuna colpa”, sottolinea il legale Tonietti, spiegando che l’udienza del 13 dicembre davanti alla prima sezione della corte d’appello di Roma non ha fatto altro che rafforzare l’innocenza dell’imputato, già assolto con formula piena dal tribunale di Viterbo a marzo 2019.
Secondo l’accusa l’imputato avrebbe percorso la provinciale Commenda con la sua Polo a velocità troppo elevata: 85 chilometri orari a fronte di un limite di 70. Il che gli avrebbe impedito di frenare in tempo all’uscita del pensionato da strada Vallalta. Per la difesa, invece, sarebbe stata la Panda a non rispettare lo stop e l’imputato avrebbe viaggiato a 59 chilometri orari.
“Su quel tratto di strada c’è una sequela di cartelli col limite di 70 invece che di 90 chilometri orari come per le strade extraurbane. Ebbene la novità, emersa dalla super consulenza affidata al professor Rovere dal responsabile civile Cattolica Assicurazioni, è che quel limite di 70 chilometri orari imposto dal cartello, perde di efficacia ad ogni intersezione”, spiega il legale.
“L’amministrazione, per mantenere il limite di 70, deve rinnovare ogni volta il cartello, altrimenti il limite risale a 90 chilometri orari. Nel caso specifico, il limite aveva perso efficacia perché, prima della strada laterale da cui è uscito l’altro conducente, ce n’era anche un’altra. Per cui il mio assistito doveva tenersi entro il limite di 90 chilometri orari, come ha convenuto anche lo stesso consulente della parte civile”.
Secondo l’avvocato Tonietti una novità dirimente a distanza di 11 anni da quel drammatico schianto costato la vita all’anziano e un lunghissimo processo per omicidio colposo al conducente della vettura che viaggiava sulla Commenda: “Decadono tutte le accuse”.
Contro la sentenza emessa a marzo 2019 dal tribunale di Viterbo hanno chiesto la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, relativamente ai periti, sia il pubblico ministero Paola Conti, sia il difensore di parte civile Fausto Barili.
Il processo riprenderà il prossimo 21 marzo, quando per la procura sarà ascoltato il consulente Sergio Franchino e per la difesa Dante Taglioni.
Articoli: Muore dopo schianto su Commenda, ok all’appello dopo 11 anni – Schianto sulla Commenda, automobilista assolto dopo nove anni – “Bastano 115 metri di rettilineo per superare il limite di velocità” – Schianto sulla Commenda, scontro fra periti
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY