Roma – “2/3 settimane di Dad per consentire l’aumento della percentuale di studenti vaccinati”. A dirlo è Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi. Anche sul tema della scuola si discuterà oggi pomeriggio alla Cabina di regia e al Consiglio dei ministri.
“Noi da sempre siamo per la scuola in presenza – ha spiegato Giannelli -. Se però si vuole mettere in atto un piano effettivo con degli obiettivi da raggiungere allora non sarebbe una cattiva idea prendersi due/tre settimane di dad e però raggiungere gli obiettivi. Al primo posto va messo l’aumento della percentuale di alunni vaccinati”.
“La Dad per gli studenti non vaccinati la ritengo discriminatoria anche io perché è chiaro che sulla base di questo diventa molto antipatico effettuare delle scelte – ha aggiunto il presidente dell’Associazione presidi -. Un conto è incentivare la vaccinazione, e su questo sono assolutamente d’accordo e va spinto su questo pedale, un altro è stabilire dei comportamenti diversi nei confronti di questi ragazzi. Non ha molto senso secondo me, per il momento non è da applicare una distinzione del genere”.
Scuola – Una classe
“È evidente che i limiti della didattica a distanza sono un po’ intrinseci – ha detto ancora Giannelli -. Ad esempio, se un ragazzo a casa ha una connessione difettosa o non la ha affatto e deve basarsi sulla rete dati cellulare che magari non è così di qualità elevata, è evidente che lui potrà usufruire meno di ciò che viene trasmesso. Soprattutto in certe fasce d’età, penso ai più piccoli, la presenza fisica dell’insegnante è fondamentale”.
“Manca una certa chiarezza sulla gestione delle quarantene. Abbiamo assistito soprattutto nelle ultime ore ad un florilegio di ipotesi su cosa fare a seconda del numero di alunni positivi che sono in classe – ha concluso -. Quello che a me preme dire è che i Protocollo deve essere facilmente attuabile e facilmente gestibile, altrimenti nelle scuole si crea una situazione di confusione”.
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