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Cronaca – Suor Benedetta Aguirre del monastero San Pietro delle Benedettine del Santissimo Sacramento sulla figura della mistica del XVIII secolo il cui processo di beatificazione e canonizzazione inizierà il 29 gennaio

“Maria Cecilia Baij, la monaca che faceva penitenza e pregava per le persone di Montefiascone…”

di Michele Mari
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Montefiascone - Suor Benedetta Aguirre nella stanza di Maria Cecilia Baij

Montefiascone – Suor Benedetta Aguirre nella stanza di Maria Cecilia Baij


Montefiascone – “Maria Cecilia Baij, la benedettina che faceva penitenza e pregava per le persone di Montefiascone…”. Suor Benedetta Aguirre del monastero San Pietro delle Benedettine del Santissimo Sacramento di Montefiascone sulla figura della mistica del XVIII secolo il cui processo di beatificazione e canonizzazione inizierà il 29 gennaio.

Se tutto dovesse andare per il meglio, Madre Maria Cecilia Baij potrebbe diventare la seconda santa di Montefiascone, dopo Lucia Filippini.


Montefiascone - La maschera funeraria di Maria Cecilia Baij

Montefiascone – La maschera funeraria di Maria Cecilia Baij


“Il 29 gennaio inizierà ufficialmente – spiega suor Benedetta Aguirre – il processo di beatificazione e canonizzazione della monaca Maria Cecilia Baij. Il tutto è stato fatto per rispondere al desiderio della comunità, delle persone sia dell’Italia che dell’estero, che dopo aver letto i suoi scritti le sono diventate devote. L’opera di Madre Cecilia è di un valore spirituale inestimabile e un patrimonio della chiesa universale. E tutto è per la gloria di Dio. Madre Cecilia, come tutti i santi, è stata animata dallo Spirito Santo e ha donato la sua esistenza a Gesù in un particolare stato di vita, la vita monastica; lei in clausura ha testimoniato la grazia e l’amore di Dio nel periodo in cui ha vissuto, fecondando con la preghiera e l’azione la Chiesa del suo tempo”.

Maria Cecilia Baij nacque a Montefiascone il 4 gennaio 1694, il 12 aprile 1713 entrò nel monastero delle benedettine di Montefiascone, prese i voti religiosi il 26 agosto 1714.


Montefiascone - Maria Cecilia Baij

Montefiascone – Maria Cecilia Baij


Ebbe una vita religiosa travagliata a causa di alcune malattie e ai difficili rapporti con le consorelle, in particolare con quelle prive di vocazione chiuse per forza nel monastero.

“I santi hanno lo scopo di portare la gente da Gesù – continua suor Benedetta Aguirre – e crediamo che la vita eroica della religiosa di Montefiascone abbia raggiunto questo scopo. Madre Cecilia ci ha voluto trasmettere un messaggio: vivere lo stesso amore che lei ha vissuto per Gesù e di conseguenza per i fratelli; un amore vero che implica donazione di sé. Madre Cecilia ha fatto di Gesù il centro della sua vita ma cogliendo con lei il fatto che ogni vicenda nella nostra vita ordinaria, è sempre occasione per riferirsi a Gesù. Soltanto così le nostre azioni acquisteranno valore, perché saremo uniti a Dio. Lei è un esempio di fede profonda, di coerenza di vita, di una grande carità”.

Nel 1731 Maria Cecilia Baij cominciò a scrivere la “La vita interna di Gesù” a cui seguirono “La vita di Giuseppe” e nel 1742 “La vita di San Giovanni Battista”.


Montefiascone - La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine

Montefiascone – La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine


Grazie a queste tre opere, può essere considerata la “messaggera” di Dio sulla Terra nonché mistica del XVIII secolo.

“Cecilia – aggiunge suor Benedetta Aguirre – nelle sue penitenze teneva presente la necessità di espiare i peccati, di pregare per le anime del purgatorio e per le persone di Montefiascone. Lei ha toccato con mano l’amore di Gesù. La carità che di solito si vive in maniera ordinaria lei l’ha vissuta in maniera straordinaria”.

La stanza di Cecilia Baij all’interno del monastero delle Benedettine di via Garibaldi di Montefiascone è un luogo particolarmente emozionante e conservato in maniera impeccabile dalle consorelle.


Montefiascone - Suor Benedetta Aguirre nella stanza di Maria Cecilia Baij

Montefiascone – Suor Benedetta Aguirre nella stanza di Maria Cecilia Baij


In pochi metri quadrati c’è tutta la vita della religiosa: dagli strumenti di penitenza al “suo” crocefisso, dai suoi scritti originali al volto di cera conservato in una teca fino alle orchidee sulla finestra lasciate dai fedeli.

“Le sue opere – continua suor Benedetta Aguirre – sono considerate le pietre miliari della storia mistica di tutti i tempi. Sono testi che sono il frutto di intime ispirazioni e illuminazioni che Cecilia aveva e che, in obbedienza al confessore, fedelmente trascriveva. Ci sono ancora moltissime pagine non pubblicate che, giorno per giorno, annotava questa sua eccezionale esperienza, a volte, come confessa, con estrema ripugnanza e sempre con l’assillo di ingannarsi e quindi di ingannare. Fra queste ‘I colloqui’ e anche più di duemila lettere di cui soltanto un centinaio sono state studiate per fare delle tesi di laurea. Con le sue opere ci porta Gesù sulla terra e al tempo stesso porta le persone da lui. E una santa fa proprio questo”.


Montefiascone - La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine

Montefiascone – La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine


Maria Cecilia Baij non fu soltanto una monaca ma anche infermiera, portinaia, maestra delle novizie, sagrestana e infine badessa per circa venti anni del monastero di Montefiascone.

Subito dopo la sua morte, per avere un suo ricordo, le monache predisposero una maschera mortuaria e fecero dipingere su una tela la sua figura nell’atto di leggere un libro per l’orazione mentale davanti al crocifisso.

“Il messaggio che Madre Cecilia ci ha lasciato – conclude suor Benedetta Aguirre – è quello di vivere lo stesso amore che ha vissuto lei. Questa è la sua grandezza ed è stata una ricchezza per tutta la chiesa e per Montefiascone. Abbiamo intrapreso il percorso di beatificazione e canonizzazione per soddisfare il desidero della comunità e delle persone che le sono devote”.

Michele Mari


Maria Cecilia Baij, inizia il processo di beatificazione e canonizzazione per la monaca di Montefiascone


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14 gennaio, 2022

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