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Tribunale - Imputato di stalking e lesioni un 72enne - Vittima un 37enne

Aggredisce con una roncola e un paletto vicino di casa, condannato a 2 anni e 2 mesi

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Soriano nel Cimino - La stazione dei carabinieri

Soriano nel Cimino – La stazione dei carabinieri


Soriano nel Cimino – (sil.co.) – “Ti bastono perché devi morire”, vicino terribile condannato a due anni e due mesi di reclusione. L’accusa aveva chiesto otto mesi, ma il giudice Francesco Rigato, dopo una breve camera di consiglio, lo ha condannato a oltre tre volte la pena. Con lo sconto di un terzo del rito abbreviato.

Il giudice di primo grado ha inoltre disposto una provvisionale di duemila euro immediatamente esecutiva a favore della vittima, difesa dall’avvocato Giuliano Migliorati, in vista del risarcimento da quantificare in sede civile.

Si è chiuso così, ieri, il processo a un 72enne di Soriano nel Cimino che la sera del 16 ottobre 2019, si sarebbe scagliato contro la vittima armato di roncola e bastone, provocandogli lesioni per guarire le quali ci sarebbero voluti quattro mesi. E mentre gliele dava di santa ragione gli avrebbe detto: “Ti bastono perché devi morire”. “Ti ammazzo, ti ammazzo, ti ammazzo” e giù botte.


Viterbo - Giuliano Migliorati

L’avvocato di parte civile Giuliano Migliorati


L’imputato, sentito ieri in aula prima della discussione, si è difeso negando ogni addebito e rincarando anzi la dose. “Sono io la vittima, ho ancora sulle mani le cicatrici delle ferite riportate mentre mi difendevo da lui che mi riempiva di botte con una spranga di ferro dalla punta acuminata”, ha riferito il 72enne, fornendo la sua versione dei fatti al giudice. 

Parte offesa un 37enne, che sarebbe stato colpito a bastonate alla testa e al volto dal vicino di casa con una ferocia inaudita, anche dopo essere finito scaraventato a terra nel corso della violentissima aggressione. 

I sanitari del pronto soccorso parlano nel verbale di primo intervento di una ferita lacero contusa con trauma cranico, poi ci sono i referti successivi fino alla completa guarigione che sarebbe avvenuta soltanto il successivo mese di febbraio del 2020. 

Il pestaggio sarebbe giunto al culmine di mesi di persecuzioni al 37enne e alla sua famiglia, sfociati per l’aggressore nell’immediatezza in un arresto per tentato omicidio, poi nel divieto di avvicinamento, quindi in un processo per lesioni personali aggravate e stalking.

Da mesi, come ha ricordato l’avvocato Migliorati, il 72enne avrebbe dato il tormento sia a lui che ai genitori, il padre di 75 anni e la madre 72enne, arrivando anche a fare loro delle fotografie e a riprenderli con la telecamera del cellulare, costringendoli a non uscire più la sera per paura di trovarlo appostato nell’oscurità e a proteggere con il posizionamento di un grosso telone oscurante i confini dei terreni di loro proprietà.


Alfredo Borghetti

Il consulente di parte civile Alfredo Borghetti


Le indagini sono state coordinate dal maresciallo Paolo Lonero, comandante della stazione dei carabinieri di Soriano, mentre il tribunale ha nominato consulente tecnico il dottor Alessandro Pinnavaia e la parte civile il medico legale Alfredo Borghetti come consulente di parte. 

Borghetti, sentito in aula lo scorso 9 giugno, ha illustrato le differenze tra i vari tipi di lesioni, provocate da bastoni, mannaie, roncole e altri attrezzi agricoli, rispondendo anche ai dubbi sollevati dal difensore Riccardo Micci relativamente alla possibilità di una lesione da autodifesa, autoinferta dalla vittima.

Per il consulente una lesione provocata da una persona terza, che avrebbe agito utilizzando un bastone, con la volontà di menare e fare male.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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11 febbraio, 2022

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