Viterbo – (sil.co.) – E’ accusato di spaccio a minori a pratogiardino Lucio Battisti. Ma il minore, che deve testimoniare avendolo indicato come pusher, non si trova e slittano ancora i tempi della sentenza.
E’ il processo ripreso mercoledì davanti al collegio del tribunale di Viterbo a un nordafricano arrestato nel parco fuori porta Fiorentina il 29 agosto 2017.
A distanza di quasi cinque anni resta da ascoltare solo il ragazzino italiano che lo indicò come pusher dopo essere stato beccato, mentre passeggiava a pratogiardino con una coetanea, con una bustina contenente circa un grammo di marijuana in tasca e uno spinello artigianale appena fatto in mano.
Pratogiardino Lucio Battisti
L’imputato, vistosi scoperto, tentò di liberarsi della sostanza gettandola assieme a un pacchetto di sigarette, all’interno del quale furono rinvenuti sette involucri contenenti marijuana, di peso variante da uno a due grammi, identici a quello sequestrato al minorenne, bustine di cellophane con la chiusura a pressione, che tra l’altro lo avrebbe consegnato spontaneamente al momento del controllo.
Nel borsello, invece, gli fu trovata una banconota da 20 euro, presunto provento dello spaccio.
L’adolescente, portato assieme al pusher e alla fidanzatina in caserma, dove i due minori sono stati sentiti alla presenza dei rispettivi genitori, avrebbe rilasciato a sommarie informazioni dichiarazioni contro l’imputato, che potrebbero essere acquisite qualora dovesse risultare irreperibile.
La presidente Elisabetta Massini, nel frattempo, come previsto dalla normativa, non ha potuto fare altro che disporre ulteriori ricerche, tramite banche dati, anche presso scuole e università, visto che all’indirizzo di Viterbo a suo tempo fornito dal ragazzo, di nazionalità italiana, nessuno lo conosce.
In caso di esito negativo, il 15 giugno saranno comunque acquisiti i verbali e si procederà alla discussione e alla sentenza.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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