Fabrica di Roma – (sil.co.) – Prende a bastonate sui denti la sua ex migliore amica, sulla piazza principale di Fabrica di Roma, 26enne condannata a un anno e 7 mesi di reclusione per lesioni e a una provvisionale di 4mila euro alla vittima, che potrà chiedere un più cospicuo risarcimento in sede civile.
All’imputata, che una volta uscite le motivazioni potrà se crede ricorrere in appello per una riforma della sentenza di primo grado, è stato concesso il beneficio della sospensione della pena.
Carabinieri
Colpita al volto con un manganello
Si è concluso così, davanti al giudice Francesco Rigato, il processo per lesioni alla 26enne che verso le 11,30 del 5 luglio 2018 avrebbe preso a bastonate sui denti la sua (ex) migliore amica sulla piazza principale di Fabrica di Roma, procurandole danni ancora da calcolare, ma per non meno di 7-8mila euro, secondo il legale della parte offesa, parte civile con l’avvocato Remigio Sicilia.
La vittima sarebbe stata colpita al volto con un manganello mentre era al volante della sua vettura nella centralissima piazza Duomo. “Vengo, sfondo te e la macchina, poi vado da tua madre e sfondo pure lei”, avrebbe anticipato l’imputata alla parte offesa tramite un messaggio.
Mai rivelato il movente dell’aggressione
Tra le prove acquisite nel fascicolo del processo anche il filmato della videosorveglianza del comune e l’audio del messaggio di minacce inviato poco prima dell’aggressione. Minacce che sarebbero state rivolte anche alla madre della vittima, sentita durante il processo, ma che non ha saputo chiarire il movente della “spedizione punitiva”, mai rivelato da nessuna delle due ex amiche neppure agli inquirenti.
“La sera prima erano al telefono tranquille come sempre. La mattina dopo mia figlia mi ha chiamato dal lavoro tutta spaventata, dicendomi ‘mamma, non aprire a nessuno, perché sta venendo Anna (nome di fantasia, ndr) con la madre e hanno detto che ti sfondano’. Poi ho sentito dietro un trambusto e poco dopo mia figlia mi ha richiamato per dire ‘è venuta con la madre e mi ha dato una manganellata, ho tutto sangue’”.
“Le si muovevano tutti i denti”
La donna si è precipitata in soccorso della figlia: “Aveva il labbro spaccato e le si muovevano tutti i denti, per cui l’ho portata al pronto soccorso dove ci hanno seguito Anna con la madre che le diceva ‘continua, continua a darle addosso’, mentre lei urlava ‘tanto ti sfondo, a te, tua madre a la macchina’. Sono venuti i carabinieri e ci hanno detto di restare chiuse dentro perché erano rimaste fuori. Mia figlia si è ritrovata con tutti i denti spostati, a distanza di tre anni deve fare ancora due impianti, alla fine le costerà non meno di 7-8mila euro”.
Vittima denunciata a sua volta per calunnia
L’imputata, fuori di sé, per l’appunto non si sa per cosa, avrebbe detto alla vittima “vengo, sfondo te e la macchina, poi vado da tua madre e sfondo pure lei”, minacce che secondo l’avvocato di parte civile sarebbero “lapalissiane” ascoltando l’audio contenuto nel cd.
Sicilia, prima della discussione, ha anche estratto dei fermo-immagine dal filmato della videosorveglianza consegnato ai carabinieri dalla polizia municipale di Fabrica di Roma e fatto copia della richiesta di archiviazione della denuncia per calunnia fatta dall’imputata (difesa d’ufficio dall’avvocato Tania Cesarini) nei confronti della vittima.
Articoli: Bastonate sui denti all’amica, l’imputata alla vittima: “Vengo lì e ti sfondo” – Presa a bastonate sui denti dalla migliore amica, 25enne alla sbarra per lesioni
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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