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Tribunale - Tre donne le vittime ma al processo non hanno riconosciuto l'imputato

Accusato di tre scippi, trentenne assolto

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Viterbo – Scippatore seriale in centro, ma non si tratta dell’imputato. O perlomeno non è emersa la prova che sia stato proprio lui, per cui è stato assolto. Le vittime non lo hanno riconosciuto. Tra i suoi “colpi”, il furto di 30 euro a una vecchietta che stava andando a fare la spesa sotto casa.

Gli scippi, infatti, è sicuro che ci siano stati. Almeno tre, nella memorabile canicola dell’estate 2017.

Alla sbarra un trentenne viterbese con un curriculum pieno zeppo di precedenti, a suo tempo raggiunto anche da misura cautelare.


Viterbo - Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Intervento di polizia e carabinieri


Secondo quanto emerso durante il processo, che si è chiuso ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco, ammesso che sia stato lui, non è emersa la prova che abbia messo a segno tre colpi in pochi giorni nell’estate 2017, ai danni di tre donne.

Due lo hanno denunciato, tra cui una vispissima ultraottantenne sorpresa alle spalle, il 2 agosto di cinque anni fa, mentre camminava in via Mazzini. La stessa accusa, a fronte del mancato riconoscimento da parte di vittime e testimoni, ne ha chiesto l’assoluzione.

L’anziana è stata soccorsa da due amiche quindicenni che hanno chiamato i carabinieri. Un’altra vittima è stata aggredita mentre, di sera, passeggiava col marito e una coppia di amici in via Ascenzi. Nonostante sia rimasta stupefatta la donna, una trentenne, ha inseguito lo  scippatore fino al Sacrario, costringendolo a mollare il malloppo e chiamando la polizia. L’ultima, invece, pur dando anche lei l’allarme, ha ritenuto che non valesse la pena andare fino in caserma per sporgere querela.

L’ultraottantenne, sentita in aula l’anno scorso, alla prima udienza del processo, definendolo come “un bel giovane, alto e magro” ha spiegato come il bottino sia stato esiguo e il ladro, su sua richiesta, abbia preso i contanti, ma le abbia lasciato la borsa: “Gli ho detto ‘prendi i soldi, ma ridammi la borsa’. E così ha fatto, ha preso il denaro e poi è scappato buttando per terra la borsa. Pù e pà. Avrà preso una trentina di euro, il denaro che porto di solito quando vado a fare la spesa”.

La sera del 5 agosto 2017, invece, lo scippatore seriale – rimasto impunito, chiunque egli fosse – ha preso di mira una 34enne che verso le 22,30 stava passeggiando in via Ascenzi col marito e una coppia di amici.

“Mio marito era rimasto indietro a parlare con delle persone così, quando mi sono sentita turare la borsa, ho pensato fosse lui per prendere una sigaretta e l’ho lasciata. Nello stesso istante ho visto che era uno scippatore in corsa, che stava già scappando mentre afferrava la borsa. D’istinto l’ho seguito e l’ho raggiunto al Sacrario, dove stavo per acciuffarlo con le mie mani, ma ho avuto paura e ho gridato chiedendo aiuto. Allora sono intervenuti dei ragazzi sudamericani che stavano seduti sulle scalette, al che ha mollato la borsa continuando a correre”, ha spiegato in aula.

Ma è riuscita a vederlo solo di profilo. troppo poco per tracciare un identikit che potesse incastrarlo.


 – Scippatore seriale in centro a processo, le vittime non lo riconoscono


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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16 marzo, 2022

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