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Tribunale - Imputato di tentata rapina un cinquantenne - Testimoni una dottoressa e un'infermiera

Armato di sega al Sert: “Voglio il metadone, sennò faccio il macello”

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Civita Castellana – (sil.co.) – Minaccia con una sega il personale del Sert di Civita Castellana:”Voglio il metadone per tutta la settimana, sennò faccio il macello”.  Alla sbarra per tentata rapina un tossicodipendente arrestato dai carabinieri il 19 febbraio 2019 dopo che aveva seminato il panico nei locali di via Petrarca.

Imputato un cinquantenne del posto che, armato di una lunga sega in acciaio con la punta acuminata, sarebbe ricorso alle minacce per impossessarsi con la forza di svariate dosi di metadone, scagliandosi contro le suppellettili e devastando una scrivania con l’attrezzo sfoderato dalla tasca destra della giacca. 


Carabinieri

Carabinieri


Vittime un’infermiera e la dottoressa, sentite ieri come testimoni alla prima udienza del processo per tentata rapina davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco.

“Voleva il metadone per tutta la settimana e non solo il giornaliero. Quando gli ho ricordato che dovevamo sentire il fratello, perché i percorsi terapeutici sono concordati coi familiari, ha detto che avevano litigato e che non voleva che lo chiamassimo, sferrando il seghetto da potatura che aveva nella giacca”, hanno spiegato le operatrici del Sert.

“Esiste la possibilità di affido settimanale del metadone, ma la consegna è un atto di fiducia. Si valuta caso per caso e a lui non andava assolutamente dato”, ha sottolineato la dottoressa.

“Il suo percorso prevedeva che assumesse la terapia quotidiana in nostra presenza. C’erano state delle eccezioni, su richiesta del fratello, con cui l’imputato lavorava. Ma in ogni caso le dosi erano state affidate al fratello e non all’imputato”, ha spiegato la dottoressa, chiarendo i motivi del diniego.

Il processo riprenderà il prossimo 26 ottobre per sentire due testimoni della difesa. 


– Tenta rapina al Sert brandendo una sega d’acciaio


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 marzo, 2022

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