Viterbo – (sil.co.) – Ancora un caso di figli minori contesi dai genitori separati al tribunale di Viterbo. Secondo l’ex marito, che l’ha denunciata, la madre gli avrebbe impedito per anni di vedere la figlioletta. Presunta vittima un 46enne del capoluogo, che si è costituito parte civile al processo contro la ex moglie.
E’ stato il primo, lo scorso primo ottobre, ad essere sentito dal giudice, cui ha raccontato le traversie vissute con la figlia a partire dalla separazione nel 2011, diventate insopportabili quando ha deciso di sposarsi con la sua nuova compagna, ovvero nel 2018.
Particolare – quello delle nozze dell’ex marito nell’anno peggiore dei rapporti della ex coppia – cui non è stato fatto alcun accenno ieri durante l’esame dell’imputata, la quale, nonostante le domande del pm se fosse accaduto nel 2018 qualche evento eccezionale, non ha fatto alcun riferimento alla cerimonia celebrata nella primavera di quattro anni fa.
L’imputata, sentita assieme alla madre e alla cognata, ha negato con le congiunte di avere mai ostacolato i rapporti padre-figlia dopo la separazione, avvenuta nel 2011, quando la piccola aveva soltanto tre anni.
“Io non ho mai fatto nulla, era lei a rifiutare il padre, quando veniva a prenderla si nascondeva sotto il letto, si chiudeva in cameretta e bloccava la porta con lo zaino, non lo so perché”, ha spiegato alla pm che le chiedeva come mai una bambina così piccola avesse un tale rifiuto per il genitore.
Il difensore Daniele Di Marco ha anticipato la produzione, per la prossima udienza, del registro di classe della scuola elementare frequentata dalla bambina tra gennaio e giugno 2018, l’epoca dei fatti contestati: “E’ mancata soltanto tre martedì in sei mesi, non tutti i martedì e i giovedì in cui sarebbe dovuto andare a prenderla il padre, come dice lui”, ha spiegato il legale.
L’avvocato di parte civile del genitore, Paolo Casini, produrrò invece la perizia psichiatrica in seguito alla quale sono stati estesi i permessi, consentendo alla piccola un pernotto in più a casa del genitore.
In compenso la situazione sarebbe migliorata col Covid. “A causa del lockdown del 2020 il mio ex ha ripreso a salire a casa e i rapporti con la figlia si sono distesi. Non con me, sia chiaro, ma con la figlia va meglio”, ha spiegato l’imputata.
Discussione e sentenza sono stati rinviati al prossimo 17 novembre.
– Impedisce all’ex marito di vedere la figlioletta, lui la denuncia…
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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