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Viterbo - Cinque gli arresti effettuati dalla squadra mobile della questura - La guardia giurata minacciata con una pistola e rapinata lo scorso 12 luglio

Assalto al portavalori, l’intera banda in manette

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Viterbo – Guardia giurata rapinata in piena estate, dopo l’arresto di un elettricista cinquantenne altre cinque persone finiscono in manette. Sgominata l’intera banda. 


Rapina - Una delle macchine rubate per il colpo

Rapina – Una delle macchine rubate per il colpo


“Nella giornata di ieri personale della squadra mobile della questura di Viterbo ha portato a compimento l’operazione di polizia giudiziaria “Last Security”, procedendo all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Viterbo, nei confronti di cinque cittadini italiani responsabili dei delitti di rapina aggravata in concorso, porto in luogo pubblico di arma comune da sparo e ricettazione. Nel medesimo contesto sono state altresì eseguite perquisizioni domiciliari con l’ausilio del reparto prevenzione crimine Lazio e unità cinofile della polizia di stato” si legge nella nota della questura.

“I fatti oggetto di indagine si riferiscono alla rapina avvenuta a Viterbo il 12 luglio 2021 in danno di una guardia particolare giurata dopo che la stessa aveva effettuato prelievi in due esercizi commerciali del capoluogo per conto dell’istituto di vigilanza per il quale lavorava – prosegue la nota -. Nella circostanza i malviventi, dopo aver effettuato un pedinamento, consumarono il reato nel momento in cui la vittima si trovava in un luogo isolato sottraendole, sotto la minaccia di una pistola, l’arma di servizio e una borsa contenente la somma di 43mila euro“.


Rapina - Una delle macchine rubate per il colpo

Rapina – Una delle macchine rubate per il colpo


“Il pronto intervento degli agenti consentì di fermare nell’immediatezza uno dei responsabili, poi sottoposto a misura cautelare e, all’esito di una scrupolosa e complessa attività investigativa coordinata dal sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Viterbo dott. Stefano D’Arma, di individuare gli altri componenti del gruppo criminale” spiega la nota della questura.

“Dei provvedimenti restrittivi di ieri – conclude -, uno è stato notificato presso la casa circondariale di Perugia dove l’indagato era già detenuto, uno è stato effettuato in provincia di Pistoia e il soggetto associato presso il carcere “La Dogaia” di Prato, mentre gli altri tre sono stati eseguiti a Viterbo. In particolare due indagati sono stati rintracciati nelle loro abitazioni e trasferiti all’istituto di reclusione “Mammagialla” di Viterbo; il terzo, inizialmente resosi irreperibile, dopo pressante attività di ricerca operata dagli agenti, si è costituito in questura nella mattinata odierna“.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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26 marzo, 2022

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