Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Manca all'appello l'elettricista nel cui casale di Ponte di Cetti fu rinvenuta la refurtiva

Vigilante rapinato alla Quercia, giudizio immediato per sei banditi del “clan”

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Rapina - Una delle macchine rubate per il colpo

Rapina – Una delle macchine rubate per il colpo


Viterbo – Vigilantes rapinato a mano armata della pistola di servizio e di 43mila euro in contanti il 12 luglio dell’anno scorso alla Quercia da una coppia di malviventi armati, processo “subito” per sei banditi senza il passaggio dall’udienza preliminare. Manca all’appello l’elettricista il cui casale di Ponte di Cetti sarebbe stata la base logistica dei malviventi.

E’ stata accolta dal gip Savina Poli del tribunale di Viterbo la richiesta di giudizio immediato della pm Eliana Dolce per sei dei sette banditi catturati dalla squadra mobile nell’ambito dell’inchiesta Last Security.

La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 8 novembre davanti al collegio, a meno che i difensori degli imputati, parte dei quali difesi dagli avvocati Domenico Gorziglia e Luigi Mancini, non chiedano di ricorrere a riti alternativi come il patteggiamento o l’abbreviato che in caso di condanna prevedono entrambi lo sconto di un terzo della pena. 

Si tratta di un 52enne, un 47enne, un 56enne, un 26enne, un 37enne e un 38enne. Tutti appartenenti allo stesso “clan” familiare e tutti imputati di rapina aggravata in concorso nonché tuttora sottoposti a misura di custodia cautelare, quattro in carcere e due agli arresti domiciliari. All’appello manca solo l’elettricista viterbese 52enne nel cui casolare di Ponte di Cetti è stata rinvenuta la refurtiva, arrestato nell’immediatezza, il cui percorso giudiziario ha preso un’altra strada.

Parti offese, che potranno se vorranno costituirsi parte civile al processo, sono il vigilante vittima della rapina, l’Istituto di vigilanza privata per cui lavora e il proprietario residente a Vetralla di una vettura rubata usata per il colpo. 


Rapina - Una delle macchine rubate per il colpo

Rapina – Una delle macchine rubate per il colpo


Pistola puntata alla tempia del vigilante

La guardia giurata fu intercettata da due rapinatori a volto coperto, che gli avrebbero puntato una pistola alla tempia facendosi consegnare i contanti, davanti a una villa della Quercia. Il vigilantes sarebbe stato confuso con l’allarme di una villa, fatto scattare proprio dai malviventi per avvicinarlo e rapinarlo. 


Coppia intercettata a Ponte di Cetti

La coppia si sarebbe quindi data alla fuga e rifugiata a Ponte Di Cetti, nascondendo la refurtiva nel casolare di un elettricista 52enne situato nella zona residenziale sulla Cassia Sud, facendosi notare da un testimone mentre sostituivano le targhe di una Fiat 500X di colore rosso parcheggiata in strada.


Tre auto, tutte rubate

Nei pressi sono state trovate altre due macchine, per un totale di tre, risultate rubate: oltre alla 500 rossa, una Bmw nera e una Golf grigia. All’interno del casolare, ritenuto il “covo” della banda, oltre ai soldi, furono sequestrato targhe rubate, documenti falsi, maxischermi e biliardini.


Nel casolare dell’elettricista il bottino

Scattato l’allarme sul posto si precipitò la polizia, ma i due sospetti si erano già dileguati. Nell’abitazione dell’elettricista furono però trovate ingenti somme di denaro e altri elementi tra cui delle targhe, per cui l’artigiano cinquantenne fu sottoposto a misura cautelare.

Silvana Cortignani


Rapina - Una delle macchine rubate per il colpo

Una delle macchine rubate per il colpo


Fotocronaca: Rapina al portavalori – Le macchine abbandonate dopo la rapina


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
23 luglio, 2022

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/