Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con la giornata del 31 marzo 2022 è quasi giunto al termine un ciclo di incontri che ha visto operatori della polizia di stato mettersi al servizio degli studenti e degli insegnanti del Liceo scientifico “P. Ruffini” di Viterbo.
Viterbo – Il liceo scientifico Paolo Ruffini
“Mettersi al servizio” è espressione voluta e sentita, usata per far comprendere come tutti coloro che sono intervenuti, grazie “in primis” alla disponibilità del questore Giancarlo Sant’Elia, abbiano svolto quello che è il compito principale delle istituzioni, ovvero adoperarsi per i cittadini, far sentire loro vicinanza e presenza.
Tutto è nato dall’intenzione di approfondimento di alcuni argomenti trattati a lezione con le classi quinte: immigrazione, violenza di genere, legalizzazione delle sostanze stupefacenti. La dirigente, professoressa Claudia Prosperoni, sempre attenta alla crescita dei ragazzi, ha acconsentito che ci si rivolgesse alla questura di Viterbo che ha accolto con benevolenza la richiesta.
Il questore ha messo a disposizione gli agenti, è venuto personalmente a incontrare gli studenti e li ha coinvolti in più di un’iniziativa, da quella relativa alla commemorazione del questore di Fiume Giovanni Palatucci a quella del così detto “camper rosa” sulla violenza di genere. Ha parlato con gli alunni, li ha stupiti e ringraziati. Apprezzatissime anche la competenza, la professionalità, la dedizione che coloro che si sono recati a scuola, Alessandro Tundo dirigente della squadra mobile, l’ispettore Stefano Sensi e Rossano Allegrini dell’ufficio Immigrazione e l’ispettore superiore Roberto Fortunati, hanno manifestato.
Hanno interessato gli studenti, hanno portato materiali, esperienze, storie di vita che hanno toccato la sensibilità degli alunni che hanno richiesto altri incontri e sono stati accontentati nonostante la mole di lavoro che le forze di polizia quotidianamente svolgono.
Ebbene, non possiamo che dire grazie a tutti per aver fatto comprendere agli studenti quanto le istituzioni, anche quelle che a prima vista possono sembrare più invise e punitive, possano fare per loro. Con il rapporto umano, innanzitutto. Con la passione. Con il rispetto della legge.
Il dirigente della squadra mobile Alessandro Tundo, in particolare, ha sottolineato l’importanza della sinergia con la scuola, altra istituzione che deve essere al servizio degli studenti cui ha rivolto l’invito più importante “saper scegliere e avere carattere e personalità”.
Non da ultimo uno speciale ringraziamento a Roberto D’Amico, vice questore della polizia di stato e capo di gabinetto del questore, per la capacità organizzativa e la pazienza profusa nel tenere i rapporti con la scuola districandosi tra le difficoltà del “doppio orario”.
Letizia Caliento
Professoressa e referente per il progetto sulla legalità
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