– “Il suo collega ha mai promesso di togliere multe in cambio di cene?”. “Impossibile. I verbali non si possono annullare”.
Ha risposto così un maresciallo di Capodimonte alla domanda del pm Franco Pacifici. Il magistrato accusa l’ex vicecomandante dei carabinieri di Canino di tentata concussione. Secondo le indagini, avrebbe ripetutamente multato una donna per poi prometterle di chiudere un occhio, se fosse andata a mangiare il pesce con lui a Tarquinia. I fatti risalgono all’ottobre 2006, ma la donna ha sporto denuncia due anni dopo.
Il militare, ascoltato ieri al processo e all’epoca in servizio con l’imputato, non ricorda. Gli sfugge di aver mai parlato col suo collega di quelle multe e in quei termini. E poi, dice lui, i verbali non si possono annullare.
Alla donna, costituita parte civile, ne sarebbero arrivati tre. Uno per il casco del motorino, uno per l’assicurazione e un altro per la revisione. Per un totale di oltre 700 euro.
La donna andò due volte in caserma a implorare il maresciallo. “Diceva che non sarebbe mai riuscita a pagare quella cifra – ha spiegato il carabiniere ascoltato in udienza -. Il compagno lavorava saltuariamente. Avevano problemi”. Sarebbe stato allora che, per l’accusa, il maresciallo avrebbe cercato di “estorcere” una cena alla donna, incassando un secco rifiuto.
Ascoltato, sempre ieri, anche un altro carabiniere, in un primo momento indagato. Il pm sospettava che avesse minacciato la donna per costringerla a ritirare la denuncia a carico del suo amico. La decisione sarebbe stata presa durante un incontro tra i due carabinieri e il fidanzato della donna, che si diceva disponibile a far ritrattare la compagna.
Ma la posizione del maresciallo è stata archiviata. Lui, ieri, ha confermato di aver solo dato un consiglio al collega: “Aveva saputo della denuncia e voleva andare a parlarle – ha spiegato il militare -. Io gli ho consigliato di registrare la conversazione per cautelarsi”.
L’accusa ha chiesto un confronto tra il compagno della donna e il maresciallo, ex-indagato. Saranno ascoltati alla prossima udienza del 23 aprile, insieme ad altri testimoni.
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