Caprarola – (sil.co.) – Fa irruzione con un amico a casa della ex e insieme rapinano e massacrano di botte il nuovo compagno, accolta la richiesta di perizia psichiatrica per entrambi. Parte civile la vittima, intenzionata a farsi risarcire i danni dalla coppia, in carcere ormai da oltre un anno.
Carabinieri – Foto d’archivio
Sono i due pregiudicati arrestati dai carabinieri di Caprarola per rapina e lesioni a febbraio dell’anno scorso e tuttora detenuti nel carcere romano di Rebibbia, dove dopo Pasqua saranno visitati dallo psichiatra viterbese Gianfranco Perugi, cui ieri mattina il collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini ha conferito il doppio incarico, accogliendo la richiesta dei difensori degli imputati.
I legali, che non hanno nominato propri consulenti di parte, possono in compenso contare su precedenti perizie psichiatriche, disposte in altri procedimenti sempre davanti al tribunale di Viterbo, in base alle quali i due sarebbero stati già dichiarati in passato incapaci di intendere e di volere.
L’ex della vittima, nel frattempo, si è visto rigettare la richiesta di un alleggerimento della misura di custodia cautelare con i domiciliari col braccialetto perché non avrebbe un posto dove stare (un amico ha revocato la disponibilità all’ospitalità presentata a suo tempo) e perché, già ai domiciliari per stalking, avrebbe minacciato la parte offesa per farle rimettere le querele.
Il dottor Perugi, secondo l’incarico, dovrà stabilire se gli imputati sono capaci di intendere e di volere, se l’eventuale incapacità è reversibile, se nel caso siano socialmente pericolosi e quali siano le misure più idonee da adottarsi.
Le vittime sarebbero state sorpresa all’interno dell’abitazione dagli imputati che, dopo avere aggredito e picchiato il nuovo compagno della donna, gli avrebbero anche sottratto il cellulare e l’orologio, dandosi alla fuga, mentre sul posto si precipitavano i militari della compagnia di Ronciglione in seguito all’allarme lanciato al 112 dalle stesse parti offese.
Al termine dell’udienza il processo è stato rinviato al prossimo 12 luglio per sentire le conclusioni dello psichiatra.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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