![]() La tensostruttura provvisoria fatta costruire da Boscolo |
![]() La chiesa di San Francesco a cielo aperto, insieme ai suoi affreschi |
![]() Un affresco |
![]() Escrementi e animali morti nella chiesa |
(s.m.) – “Un’opera provvisoria per proteggere la chiesa”.
A questo sarebbe servita la tettoia in legno costruita sulla chiesa di San Francesco, a Tuscania. Lo dichiara l’architetto Remo Colonna, nominato consulente al processo a Rossano Boscolo e al geometra Giacinto Volpi. Ieri, l’ultima udienza.
Boscolo è il proprietario dell’omonima scuola di alta cucina che ha sede al complesso di San Francesco. Quella copertura sul tetto della chiesa gli costò una denuncia per abuso edilizio, poi estesa anche al direttore dei lavori Volpi.
In un’ora scarsa, l’architetto Colonna ripercorre le tappe salienti della storia del complesso. Dal 1200, anno della costruzione di chiesa e convento, all’arrivo di Boscolo, che trasforma il complesso in un’accademia di cucina ultramoderna.
“Boscolo aveva in cantiere dal 2008 il progetto per dare un tetto alla chiesa – spiega il consulente della difesa Colonna -. Quello vero era crollato durante il terremoto del ’71. Da allora, la chiesa era rimasta a cielo aperto. La Soprintendenza inizialmente approva. Ma quando cambiano i dirigenti, il progetto viene nuovamente vagliato e, stavolta, bocciato”.
Senza tetto, la chiesa è un letamaio. I preziosi affreschi sono esposti alle intemperie. “La tensostruttura era un modo per proteggerli – rimarca il consulente -. Comune e Soprintendenza erano stati informati e la struttura era provvisoria. Tutto a norma di legge”. Ma la polizia locale la fa smontare e, nella denuncia, aggiunge anche le aiule piantate nell’orto, altre due tettoie e una scala.
Il consulente, però, fa lumi su tutto. “La scala è stata solo ripristinata. Le aiule erano un intervento di salvaguardia dell’orto. E le tettoie erano in lamiera, per coprire gli impianti di riscaldamento sulla terrazza”. Tutto al suo posto, insomma. Almeno secondo il consulente degli imputati.
L’ultima udienza è fissata al 19 giugno.
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