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Civita Castellana - Il racconto della madre del bambino, Eleonora Cavallari, che si è rivolta anche al provveditore agli studi

“Nessuna dad per mio figlio infortunato, le direttive ministeriali non lo permettono…”

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Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Purtroppo mio figlio si è infortunato e, chiedendo alla dirigenza scolastica di poter attivare la didattica a distanza, mi è stata rifiutata perché l’ultima direttiva ministeriale non prevede l’uso di questo metodo in caso di infortunio.

Pertanto ho inviato la mail sotto riportata come risposta e mostrando il mio dissenso al provveditorato agli studi di Viterbo e anche alla dirigente scolastica che, purtroppo, suo malgrado, non può fare nulla.

Mi piacerebbe che tale dissenso sia amplificato a tutta la popolazione perché a parer mio, di genitore, tale metodo potrebbe essere usato non solo in questa fase di emergenza da virus Covid-19 ma anche in futuro per gli studenti che oggi come mio figlio sono costretti a dover rimanere a casa.

Eleonora Cavallari


La lettera inviata al provveditore agli studi di Viterbo

Sono Eleonora Cavallari e le scrivo da Civita Castellana in qualità di genitore di un alunno che frequenta la scuola primaria A.M. Ercolini di Civita Castellana.

Mio figlio ha avuto un infortunio all’arto inferiore sinistro che lo costringe a rimanere a casa per 14 giorni. Pertanto mi sono attivata per chiedere autorizzazione all’avvio della didattica a distanza straordinaria al dirigente scolastico Maria Luisa Iaquinta, che ci legge in copia, che purtroppo si è vista costretta, suo malgrado, a non poter attivare la suddetta procedura in quanto l’ultima direttiva da parte del ministero dell’Istruzione non prevede che si possa attivare per infortunio.

Pertanto mi rivolgo a lei come istituzione per esprimere tutto il mio dissenso come genitore e cittadina di questo stato italiano che, invece di tutelare un alunno impossibilitato a raggiungere la scuola, viene ancora una volta penalizzato dalla scuola stessa che ci lascia soli in una burocrazia sempre più contorta, dove anche le cose più semplici diventano complicate.

Se c’è una cosa che il Covid, nostro malgrado, ci ha insegnato è che la dad è riuscita a raggiungere gli alunni in un periodo particolarmente difficile per noi tutti e ancor di più per gli studenti stessi. Quindi non riesco a comprendere come tale strumento, tanto utile per non far perdere almeno un minimo di didattica ai ragazzi, non debba essere usato per infortunio.

Trovo assurdo che la mia richiesta venga respinta per una direttiva alla quale non si possa poi applicare il buon senso. Insegnare, significa anche guidare i nostri ragazzi verso una crescita personale, e allora io come mamma oggi a mio figlio cosa dovrei dire? La scuola che tanto ti insegna, tanto ti toglie. Dove è la buona scuola, di cui tanto si parla?

Esprimerò a tutti gli organi di competenza tutto il mio dissenso e rammarico, non solo per far sì che oggi mio figlio possa seguire le lezioni ma anche per chi in futuro si troverà purtroppo nella mia stessa situazione.

Mi auguro che la mia mail venga letta e che queste poche righe siano lette con il cuore e non solo da un impiegato dietro a una scrivania.

In attesa di un cortese riscontro, porgo i miei più cordiali saluti.

Eleonora Cavallari


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21 aprile, 2022

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