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Tribunale - Divieto di avvicinamento e allontanamento dall'abitazione familiare revocati su richiesta della difesa

L’ex moglie lo denuncia e scappa all’estero, casa vietata al marito per oltre due anni

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Ronciglione - Il municipio

Il municipio di Ronciglione


Ronciglione – (sil.co.) – Da oltre due anni fuori casa in seguito alla denuncia della ex moglie che nel frattempo si è trasferita all’estero, ottiene il permesso di rientrare nella sua abitazione all’inizio del processo.

Denunciato dalla moglie per maltrattamenti in famiglia davanti ai figli piccoli, perde la casa di sua proprietà dalla quale viene allontanato il 18 gennaio 2020 dal gip, che a tutela della presunta vittima ha disposto contestulamente anche la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa. 

Difeso dall’avvocato Walter Pella l’imputato, tuttora sottoposto a entrambe le misure, in vigore fino al prossimo 25 maggio, è comparso mercoledì davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini.

Con l’occasione si è scoperto che la parte offesa, nel frattempo, si sarebbe resa irreperibile. Sembra che l’ex moglie, dopo avere sporto querela contro il marito, abbia deciso di cambiare radicalmente vita, trasferendosi in un paese diverso dall’Italia. 

Per questo la presidente Massini, rinviando l’udienza al prossimo 12 ottobre per sentire i primi quattro testimoni dell’accusa, ha accolto, anche se ormai a pochi giorni dalla scandenza, la richiesta di revoca del divieto di avvicinamento e dell’allontanamento dalla casa familiare.

“Nonostante la casa sia disabitata e di sua proprietà, il mio assistito è costretto a vivere in un altro alloggio. Per questo chiede di poter fare rientro nella sua abitazione”, ha spiegato il legale, con il parere favorevole del pubblico ministero Chiara Capezzuto.

Il processo entrerà nel vivo in autunno. Non si sa se sarà presente per raccontare la sua versione la persona offesa.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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9 maggio, 2022

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