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Tribunale - Incinta al settimo mese non può testimoniare al processo contro l'ex marito - Vicenda ricostruita da un carabiniere

Picchiata e violentata davanti al figlioletto, trova rifugio in una casa protetta

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Carabinieri e 118 - foto di repertorio

Carabinieri e 118 – foto di repertorio

Caprarola - La presidente della Compagnia del teatro Dominga Martines

L’avvocato di parte civile Dominga Martines

Remigio Sicilia

Il difensore Remigio Sicilia

Viterbo – (sil.co.) – Incinta al settimo mese trova rifugio col figlioletto primogenito in una casa protetta della capitale, da dove non può venire a testimoniare a Viterbo al processo contro l’ex marito, essendo la gravidanza a rischio per cui le viene sconsigliato di viaggiare.

Lui, imputato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, è difeso dall’avvocato Remigio Sicilia. Lei è parte civile con la legale Dominga Martines. 

Erano circa le nove di sera del 24 maggio 2021. Protagonista una giovane mamma di colore, che abitava col bimbo e il compagno, un connazionale, in un centro dell’Alta Tuscia quando si è decisa a confidare i maltrattamenti ai carabinieri della stazione di Acquapendente intervenuti presso l’abitazione della coppia in seguito a una richiesta di soccorso alla centrale operativa. 

“L’abitazione, situata in un viottolo del centro storico, era raggiungibile solo a piedi. Lei ci stava aspettando sotto casa in canottiera, pantaloni lunghi e ciabatte. Il bambino dormiva nel lettone. Il marito, invece, si era allontanato andando da amici, ma quando lo abbiamo fatto chiamare dalla moglie al telefono è venuto”, ha spiegato al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini uno dei militari che hanno condotto l’intervento.

“Indicando testa, mano e gamba e mostrandoci un livido più datato sull’altra gamba, la donna ci ha spiegato che non era la prima volta che il marito la picchiava, ma che non lo aveva mai denunciato prima. Allora abbiamo chiamato il 118 che ha portato lei e il piccolo a Belcolle per l’attivazione del codice rosa”, ha concluso.

In ospedale, la parte offesa avrebbe detto  ai sanitari di essere stata anche costretta a subire un rapporto sessuale non voluto, motivo per cui il marito è accusato anche di violenza sessuale.

La donna, nel frattempo rimasta nuovamente incinta, vive col primogenito presso una casa rifugio di Roma, ma non potrà essere ascoltata prima del parto. La prossima udienza del processo è stata fissata per il 20 settembre. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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16 giugno, 2022

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