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Tribunale - Spacciatore arrestato in flagrante al parco vicino al centro commerciale e al capolinea del Riello

Droga a due minori al Pilastro sotto gli occhi dei carabinieri

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Viterbo - Il parco Peppino Impastato

Viterbo – Il parco Peppino Impastato

Viterbo – (sil.co.) – Spaccio a minori al parco “Peppino Impastato”, nel vivo il processo a un pusher nordafricano arrestato in flagrante dai carabinieri del Norm nel tardo pomeriggio del 18 luglio 2019.

“Indossava una maglietta così vistosa da non potere essere perso di vista, lunga, bianca e con un’enorme scritta ‘New York’ davanti”, ha chiarito subito uno dei militari in borghese che quel giorno si sono appostati nelle vicinanze del parco in fondo al Pilastro, dove all’epoca il fenomeno dello spaccio aveva subito un’escalation preoccupante. 

“E’ arrivato verso le 18,45, assumendo subito il tipico atteggiamento da pusher, ovvero facendo avanti e indietro sul vialetto che dal parco conduce verso il centro commerciale e il capolinea del Riello”, ha proseguito il militare.

“Poco dopo, mentre non lo perdevamo di vista, gli si sono avvicinati due minori, già noti come assuntori agli uffici. Abbiamo visto chiaramente uno dei due minori dare contanti al sospetto, che a sua volta gli ha messo in mano qualcosa, che il ragazzino ha stretto nel pugno della mano”.

A quel punto è scattata la “tenaglia”. I carabinieri hanno fermato nello stesso momento l’imputato e gli acquirenti. 

“Il minore ha aperto il pugno e ci ha consegnato 4 grammi di hashish, dicendo di averli pagati 20 euro. Lo spacciatore aveva nel portafoglio una banconota da 20 euro, più un’altra da 10 euro”.

Vistosi accerchiato, mentre si stava sedendo sul muretto del vialetto, avrebbe tentato di disfarsi della droga.

“Sotto il sedere aveva un pezzo di hashish da 19,10 grammi, mentre per terra, dove li aveva gettati sotto i nostri occhi, c’erano un altro pezzo di hashish da 21 grammi più 1,36 grammi di marijuana, tutti sottoposti a narcotest”, ha precisato il maresciallo del nucleo radiomobile della compagnia di Viterbo.

Portato in caserma, il minore che ha fatto l’acquisto è stato interrogato alla presenza della madre. “Siccome non sapeva il nome del pusher, oltre alla descrizione, gli abbiamo sottoposto un fascicolo fotografico con quattro foto diverse e lui lo ha riconosciuto”, ha aggiunto, producendo il “riconoscimento fotografico”.

Si è quindi scoperto che l’attuale imputato, finito a processo per spaccio aggravato, all’epoca era alloggiato presso un centro di accoglienza di Vetralla. 

I due minori saranno ascoltati il prossimo primo febbraio, sempre che si riesca a rintracciare entrambi, dal momento che uno dei due, nel frattempo, si sarebbe trasferito a Bolzano o Vicenza, dove la presidente del collegio Elisabetta Massini ha disposto ricerche.

La difesa può contare su tre testimoni. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 giugno, 2022

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