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Giustizia - Sciopero penalisti - Del problema dei "collegi camaleontici" ha parlato in diretta streaming alla manifestazione nazionale l'avvocato Marco Russo

“Giudici togati più che dimezzati, diritti degli imputati compromessi”

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Gli avvocati Marco Russo e Andrea Racioppa

Gli avvocati Marco Russo e Andrea Racioppa


Viterbo – (sil.co.) – C’è stata anche la testimonianza degli avvocati penalisti viterbesi alla manifestazione nazionale di Roma in difesa del principio di immutabilità del giudice. Al centro della protesta la compromissione del diritto dell’imputato ad essere giudicato dal medesimo giudice che ha raccolto la prova in dibattimento.

In diretta streaming su YouTube, per Viterbo ha preso la parola l’avvocato Marco Russo, presente con il collega Andrea Racioppa, entrambi consiglieri della camera penale “Ettore Mangani Camilli” presieduta dall’avvocato Roberto Alabiso.

La manifestazione si è tenuta ieri presso la Sala Manzoni del “Centro congressi Roma eventi Fontana di Trevi”, in piazza della Pilotta.

Anche al palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino, al Riello, è stata nel frattempo massiccia l’adesione alla due giorni di astensione dalle udienze penali proclamata per lunedì 27 e martedì 28 per difendere l’immutabilità del giudicante e per sollecitare governo e parlamento ad assumere immediati provvedimenti, riaffermando l’inderogabilità dei principi del giusto processo. 


L'avvocato Marco Russo

L’intervento in streaming dell’avvocato Marco Russo


“Il principio dell’immediatezza è un principio di natura costituzionale, un principio assolutamente cardine che trova nell’articolo 111 comma terzo della costituzione il suo caposaldo”, ricorda Russo.

“E’ un problema molto serio perché, nel momento in cui ci sono degli avvicendamenti, i giudici possono tranquillamente proseguire nell’istruttoria e arrivare alla decisione anche laddove non siano stati loro stessi ad assumere le prove”.

“E’ una violazione molto, molto grave, un orientamento a livello nazionale che anche noi a Viterbo ci troviamo a fronteggiare e combattere – prosegue il penalista viterbese – il giudice deve avere una percezione anche del linguaggio non verbale del testimone, una percezione diretta della prova”.

“Invece sempre più spesso ci troviamo di fronte a collegi camaleontici, dove solo uno dei tre giudicanti ha effettivamente istruito il processo, mettendo in seria crisi tutto il sistema e il processo penale”.

“A Viterbo, in un anno, ci siamo ritrovati con ben due presidenti di collegio venuti meno, mentre un altro togato è andato via recentissimamente, per cui da 8 magistrati, cinque togati e tre got, attraverso i quali ci trovavamo a poter comporre ben due collegi, ci troviamo esclusivamente con due togati”, sottolinea il legale. 

Secondo la regola stabilita dalla cassazione con la nota sentenza Bajrami è possibile per il nuovo giudice non procedere alla rinnovazione dell’acquisizione della prova. 

“I penalisti italiani – ribadisce Russo – chiedono che siano previste quantomeno misure che diano certezza che il giudice della decisione abbia nel suo bagaglio di conoscenza la concreta visione delle videoregistrazioni. I provvedimenti attuativi debbono prevedere l’obbligo, sanzionato da nullità, della visione pubblica, in una udienza dedicata, di quelle videoregistrazioni”.

L’Unione delle camere penali intende inoltre segnalare alla ministra della giustizia Marta Cartabia un immediato intervento nell’ambito della riforma dell’ordinamento giudiziario. “Si tratta di prevedere l’obbligo per il giudice richiedente il trasferimento di previamente esaurire il proprio ruolo portando a termine i processi già iniziati. Tale onere, in realtà, è già contemplato in una precisa direttiva del Csm, semplicemente rimasta inattuata”. 

Il presidente della camera penale di Viterbo, Roberto Alabiso, impossibilitato a partecipare alla manifestazione tenutasi a Roma, ha preso atto “con grande soddisfazione della totale adesione degli avvocati viterbesi” alla astensione indetta dall’Unione delle camere penali italiane, “ben sostenuta dai consiglieri Russo e Racioppa”. “Il lavoro dell’Unione prosegue all’insegna della coerenza e della continuità”, sottolinea.


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29 giugno, 2022

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