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Tribunale - La coppia risiede nel centro storico di Viterbo

Spacciano ai domiciliari davanti a tre figli, condannati marito e moglie

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La pm Paola Conti

La pm Paola Conti

Il giudice Francesco Rigato

Il giudice Francesco Rigato

L'avvocato Paolo Labbate

L’avvocato Paolo Labbate

Viterbo – (sil.co.) – Condannati a 14 mesi marito e moglie, di 47 e 48 anni, sorpresi a spacciare in casa mentre erano ai domiciliari, senza preoccuparsi di farlo alla presenza di ben tre figli.

Sono la coppia di coniugi d’origine dominicana residenti nel centro storico di Viterbo finiti in carcere in seguito all’arresto dello scorso 31 marzo da parte dei carabinieri, quando per loro è scattato l’aggravamento della misura di custodia cautelare, su richiesta della pm Paola Conti, titolare del fascicolo.

In carcere è finita anche la donna, nonostante sia mamma di una bimba piccola, motivo per cui solitamente una madre di minori non finisce in cella.

Entrambi, a distanza di tre mesi, sono stati giudicati per direttissima, col rito abbreviato, lo scorso 30 giugno dal giudice Francesco Rigato.

Sono stati incastrati da uno dei cani antidroga delle unità cinofile di Santa Maria di Galeria. Il cane ha fiutato un involucro con 65 grammi di cocaina e 12 grammi di hashish divisa in dosi.

La moglie, difesa dall’avvocato   Fabio Spaziani del foro di Roma, è stata condannata a un anno, due mesi e 20 giorni di reclusione, essendole stata contestata anche l’evasione perché non era in casa al momento del blitz dei carabinieri del radiomobile.

Il marito, invece, difeso dall’avvocato Paolo Labbate del foro di Viterbo, è stato condannato a venti giorni di meno, cioè a un anno e due mesi di reclusione, con lo sconto di un terzo della pena del rito alternativo, nonostante la recidiva specifica infraquinquennale e il quantitativo non proprio modico di 245 dosi di cocaina e 40 di fumo. Ieri, inoltre, ha lasciato il carcere, su istanza della difesa, ottenendo di poter tornare agli arresti domiciliari.

Secondo l’accusa, non avrebbero avuto remore a coltivare una fiorente attività di spaccio, nonostante la presenza di tre figli, due maschi e per l’appunto una femmina, minore di 10 anni.


Articoli: Coppia sorpresa a spacciare in casa, nonostante abbia tre figli – Moglie e marito spacciano dai domiciliari, arrestati


Presunzione di innocenza

Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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15 luglio, 2022

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