Viterbo – (sil.co.) – Bancarotta fraudolenta, nei prossimi giorni comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia l’imprenditore viterbese 57enne Maurizio Capoccetti.
Capoccetti è ai domiciliari da giovedì insieme al prestanome Antonio Glorioso, 52 anni, nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla procura di Roma in seguito al fallimento della Macaf Trading srl, azienda di torrefazione con sede al Poggino, dichiarato dal tribunale fallimentare di Roma il 19 luglio 2018.
L’interrogatorio di garanzia, obbligatoriamente alla presenza di un difensore, è il primo atto dopo una misura cautelare, a garanzia per l’appunto del diritto di difesa dell’indagato. Il giudice può confermare la misura disposta, ma anche, se ne ricorrono i presupposti, disporre la sua sostituzione o addirittura la sua revoca.
Tra le accuse contestate a Capocetti c’è nel frattempo anche quella di avere stipulato “allo scopo di arrecare pregiudizio ai creditori”, il 29 dicembre 2014, un contratto di “affitto di azienda” avente ad oggetto l’azienda del Poggino, “costituita dai beni organizzati per l’esercizio dell’attività di commercio all’ingrosso di caffè torrefatto… compresi tutte le attrezzature, macchinari, gli impianti e i beni mobili… nonché tutte le licenze e le autorizzazioni amministrative… e il subentro nei rapporti di lavoro subordinato… per anni 5”.
Il canone annuo di 96mila euro, secondo le conclusioni della procura capitolina, sarebbe stato fissato “senza alcuna perizia estimativa” e gli indagati, nella fattispecie Maurizio Capoccetti e uno dei due cugini anch’essi indagati, avrebbero dissipato, in favore della Macaf Trading srl, la “predetta azienda, in assenza di qualsivoglia corrispettivo, mai pagato, e dunque senza alcun vantaggio remunerativo o compensativo o indennità per la fallita proseguendo la medesima attività della fallita nella stessa sede, con i medesimi dipendenti e infrastrutture, usufruendo degli stessi fornitori e mantenendo gli stessi clienti”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY