Capranica – (sil.co.) – Posti letto non accreditati a Villa Paola, dopo sette anni il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso contro Regione e Asl di Viterbo proposto dalla Fondazione Luigi Maria Monti.
Al centro del ricorso la richiesta di annullamento del decreto del commissario ad acta per il piano di rientro della sanità della Regione Lazio del 23 novembre 2015, relativo alla “autorizzazione all’esercizio ed accreditamento istituzionale definitivo all’Istituto Dermopatico dell’Immacolata sede distaccata di Villa Paola” gestito dalla fondazione ricorrente e di ogni altro atto precedente, successivo e comunque connesso, inclusa la nota del commissario straordinario della Asl del 22 ottobre 2015, nonché il presupposto verbale ispettivo.
L’udienza davanti ai giudici del tribunale amministrativo regionale si è tenuta il 24 giugno, la sentenza è stata pubblicata ieri.
Era il 22 dicembre 2015 quando la Fondazione Luigi Maria Monti ha chiesto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia del decreto con cui non venivano confermate l’autorizzazione e l’accreditamento relativamente alle attività dermatologia in regime di ricovero, dermatologia in regime di ricovero a ciclo diurno (day hospital), ambulatorio di endoscopia digestiva e diagnostica per immagini.
L’amministrazione, secondo quanto dedotto della ricorrente, avrebbe dovuto informare la stessa con preavviso della mancanza dei requisiti per l’esercizio e l’accreditamento, consentendo così alla fondazione di intervenire nel procedimento mediante la presentazione di osservazioni.
Il termine concesso alla ricorrente per completare il processo di riorganizzazione era stato fissato alla data del 31.12.2015, pertanto il provvedimento gravato, adottato prima della scadenza di tale termine, sarebbe viziato da carenza istruttoria e violazione del legittimo affidamento ingenerato nella ricorrente.
In particolare sarebbe errata l’affermazione secondo cui la Regione non avrebbe più potuto contrattualizzare attività con la struttura Villa Paola, a decorrere dal primo luglio 2015, in quanto il D.M. n. 70/2015 avrebbe imposto un minimo di posti letto pari a 40 mentre la struttura ne aveva solo 13. Secondo la fondazione, in realtà, la sede di Villa Paola è una sede distaccata dell’Idi Irccs ed è un tutt’uno con quest’ultima per cui l’amministrazione avrebbe dovuto fare riferimento al numero complessivo dei posti letto riferito ai due istituti, per un totale di 242 posti letto.
Il ricorso è stato giudicato infondato e non può trovare accoglimento. “E’ fuor di dubbio – si legge nella sentenza – che alla data del 31 ottobre 2014, fissata quale termine ultimo per l’adeguamento dei requisiti di accreditamento definitivo, le strutture destinate a tali attività erano interessate da lavori di adeguamento, così come è altresì incontestato che la stessa ricorrente ha comunicato (lettera del 19.3.2015) tale situazione alla azienda sanitaria evidenziando che si trattava di parti compartimentate rispetto alle ulteriori attività poste in essere nella struttura”.
Alla nota veniva altresì allegata, “allo scopo di essere ammessi alla contrattualizzazione per l’anno 2015”, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio circa la compartimentazione dei reparti sopra richiamati.
La Regione Lazio, pertanto, avrebbe autorizzato la struttura “ad esercitare attività sanitaria limitatamente alle parti conformi, disponendo la sospensione per le restanti parti”, fermo restando che il procedimento di verifica della conformità e del rilascio dell’autorizzazione sulla restante parte avrebbe potuto essere riattivato successivamente.
– Non accreditati i posti letto di Villa Paola
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