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Canino - Barista a giudizio per lesioni gravissime su un cliente - Un testimone: "Gli ha devastato il bar perché non gli dava da bere"

Pestato con una stecca da biliardo

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Una furiosa lite iniziata al bar terminata in ospedale. Un 40enne arriva a Belcolle con un ematoma alla milza, che gli viene asportata con un intervento d’urgenza.

Pochi mesi dopo si costituisce parte civile al processo contro un barista di Canino, accusato di averlo pestato con una mazza da biliardo e ridotto in quello stato. E’ il 26 ottobre di due anni fa.

“Voleva un drink – ha raccontato un cliente del bar, che ha testimoniato ieri al processo -, ma il barista non glielo ha dato perché era già ubriaco. Lui, allora, si è messo a spaccare tutto ciò che ha trovato sul bancone”. Per questi fatti, il 40enne operato alla milza è finito a giudizio per danneggiamento. Ma questo è un altro processo.

Il testimone ha raccontato che il 40enne aveva probabilmente già litigato con qualcuno, prima di entrare al bar. “Sanguinava e si vedeva chiaramente che aveva bevuto. Dopo aver fracassato tutto, se n’è andato. Il barista gli è subito andato dietro”. Tra le mani aveva una mazza da biliardo che, per l’accusa, si sarebbe spezzata nel pestaggio al 40enne. Ma il testimone ricorda che era già rotta.

“Dopo due, tre minuti il barista è tornato e mi ha chiesto di chiamare i carabinieri – continua il testimone -. Diceva che l’altro lo aveva minacciato, che avrebbe ammazzato sua moglie e i suoi figli e aveva paura”. Quindi, l’arrivo dei militari, che hanno arrestato entrambi: il barista per lesioni gravissime; l’altro per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.

Episodi cui il 40enne non era nuovo, secondo i testimoni. “Era la quarta volta che mi capitava di soccorrerlo dopo un litigio o perché beveva”, ha spiegato un volontario della Croce Rossa. Il medico che lo ha soccorso ha confermato che il 40enne “era depresso e spesso abusava di alcolici”. Con conseguenze imprevedibili, come il parapiglia al bar.

Per l’avvocato della difesa Franco Taurchini, è possibile che il 40enne fosse stato picchiato prima di arrivare al bar. Tant’è che anche il medico legale Maria Rosaria Aromatario, consulente del pm, riferisce che quella lesione poteva non dare un dolore immediato. Il 40enne, in effetti, si è sentito male in caserma. Dopo l’arresto e a distanza di circa un’ora dall’aggressione.

La prognosi fu tra i venti e i quaranta giorni, senza alcun pericolo di vita.

Il processo continua a ottobre.


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3 aprile, 2013

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