![]() Francesco Battistoni |
– “I due incarichi di Marini indeboliscono la candidatura”.
Definire la situazione interna al Pdl è un’impresa per Francesco Battistoni. Secondo l’ex consigliere regionale, il partito non sta affrontando la campagna elettorale e continua a evitare il dialogo. Tutto da definire inoltre il quadro delle alleanze con i partiti della coalizione. Una situazione che, a venti giorni dalla presentazione delle liste, per Battistoni, è inconcepibile.
Da iscritto e militante del Pdl dice di sostenere il partito anche se non manca di bacchettare Marini che per ripresentarsi in maniera forte e credibile avrebbe dovuto dimettersi da coordinatore provinciale. “L’assommarsi delle due cariche crea confusione e indebolisce la candidatura”, afferma.
Come è la situazione interna al Pdl?
“E’ una cosa da chiedere a Marini. E’ lui il coordinatore del partito”, dice sogghignando Battistoni.
Certo, ma lei è comunque un esponente del partito e non un estraneo…
“Come Pdl non ci siamo visti né prima né dopo le elezioni – afferma in tono polemico -, quindi non saprei che dire”.
Non ha percepito umori o ascoltato giudizi dopo l’annuncio della ricandidatura dell’attuale sindaco Giulio Marini?
“No, anche perché non c’è stato modo di fare incontri ufficiali, quindi non saprei come esprimermi su certe questioni”.
Lei, invece, come vede questa ricandidatura?
“Ho sempre sostenuto che la prima parola spettava al sindaco uscente. Se lui, però, si fosse spogliato della veste di coordinatore e la decisione di ripresentarsi fosse scaturita da un dibattito interno al partito e da trattative con gli altri alleati della coalizione, secondo me, la sua candidatura avrebbe avuto molta più forza di quella che ha ora”.
In realtà Marini ha annunciato le sue dimissioni da coordinatore ma senza formalizzarle, e solo perché, a detta del sindaco, i vertici romani gli hanno chiesto di attendere per la delicata situazione politica…
“No, non mi risulta. Le liste poi vanno presentate entro venti giorni e quindi ormai non ha senso parlarne, siamo fuori tempo massimo su tutto”.
Lascia intendere che la candidatura di Marini non sia stata decisa dopo una serie di consultazioni all’interno del partito e con i placet del coordinatore regionale Vincenzo Piso e del capogruppo Pdl in comune Roberto Bennati, come era stato detto dal sindaco…
“No – dice secco -. Il via libera alla candidatura, da quello che si apprende, è stato dato dopo un incontro del gruppo Pdl in comune e solo in seguito è stata comunicata. Ripeto, secondo me, l’assommarsi delle due cariche in un’unica figura crea un po’ di confusione. Non è detto poi che tutti dobbiamo conoscere le mosse di Marini in qualità di coordinatore e quelle in qualità di sindaco”.
Cosa intende? Si spieghi.
“La prima parola spetta al sindaco uscente e nessuno di noi avrebbe avuto nulla da obiettare in merito a eventuali proposte avanzate anche sulla base di una discussione di partito e di un bilancio sull’attività svolta. Così non è stato e va bene. Il problema della mancanza di dialogo all’interno del partito locale deriva purtroppo da lontano e cioè da quando è stato scelto di non fare il congresso. Non ci dimentichiamo, inoltre, che abbiamo perso pezzi molto importanti del Pdl, alcuni dei quali sono andati alla Destra e altri hanno aderito a Fratelli d’Italia. La geografia del partito viterbese è molto cambiata”.
La coalizione, invece?
“Non so dire . Sono cose da chiedere al coordinatore. Non c’è stata nemmeno una riunione di quello che resta del coordinamento provinciale o un confronto tra quelli che hanno le maggiori responsabilità politiche all’interno del Pdl. Abbiamo perso pezzi importanti in provincia e all’interno del consiglio comunale, però non è dato conoscere lo stato dell’arte del partito”.
Secondo lei era meglio ricandidare Marini o puntare su un volto nuovo, cavalcando l’ondata di rinnovamento che ha investito il paese?
“Tutte le soluzioni migliori sarebbero dovute nascere da un dibattito che non c’è stato. Ormai la situazione è quella che è. Ripeto, per me, la sua ricandidatura sarebbe stata più forte se il partito avesse avuto un coordinatore diverso che lo avesse promosso e che avesse trattato anche con gli altri schieramenti della coalizione”.
Si dice che per lei ci potrebbe essere un posto nella futura giunta in caso di vittoria?
“Lo escludo categoricamente, anche perché non si è discusso nemmeno lontanamente di queste possibilità”.
Come vede la sfida con il vincitore delle primarie del centrosinistra?
“Una sfida appassionante. Il centrosinistra parte, però, da un vantaggio visto che con le primarie scalda l’elettorato mobilitandolo due volte. Di fatto, sono già in campagna elettorale al contrario nostro. Nonostante ciò credo che dal 7 aprile possa nascere qualche frattura all’interno dello schieramento, perché comunque gli sconfitti poi possano partecipare alla vera competizione con un po’ di dispiacere”.
Alla luce di queste dichiarazioni, lascia intendere che il Pdl stia affrontando male la campagna elettorale?
“Secondo me non la sta proprio affrontando. E’ diverso. L’unica cosa che si sta facendo è quella di illustrare i progetti portati a termine dall’amministrazione comunale. Non posso quindi dare un giudizio sulla campagna. Marini sta presentando progetti e fa delle inaugurazioni per mostrare ciò che è stato fatto, non vedo invece strategie politiche”.
Lei che giudizio si è fatto di questi cinque anni di amministrazione?
“Credo abbia operato nel modo migliore per le condizioni in cui si è trovata ad agire, tendendo conto delle difficoltà economiche e dei tagli dello stato. Penso però che la gente si aspettasse di più. Per carità, la stabilità del bilancio, è sicuramente fondamentale, ma per i cittadini sono importanti temi come la viabilità, i servizi o la pubblica illuminazione…”.
Quindi, in questi settori, l’amministrazione poteva fare meglio?
“Non conosco bene il bilancio, ma c’è una differenza tra quello che un amministratore è costretto a fare, e quindi i conti con le ristrettezze del bilancio, e quello che vuole il cittadino e cioè strade sistemate, un paese pulito e che non ci sia l’erba alta…”.
Nel modo in cui lo dice, sembra quasi che siano state delle mancanze dell’amministrazione… E’ così?
“Non si tratta di mancanze. Le strade di Viterbo – domanda – sono tutte belle o perfette? No. Mi sbaglio?”, continua a chiedersi scettico.
Dunque?
“Ci sono delle cose che, o per mancanza di fondi o per tagli fatti a livello centrale, non si possono fare. I cittadini, più che delle problematiche del bilancio, sono interessati ad avere un servizio in più o una strada pulita”.
Come si comporterà per le elezioni?
“Sono del Pdl e sosterrò la lista del Pdl”.
E’ rimasto un po’ fuori da tutte le principali competizioni elettorali, come si definisce ora politicamente?
“Come un iscritto e un militante del Pdl”.
Si impegnerà per le comunali?
“Non c’è solo Viterbo – tiene a precisare -. Durante il mio mandato di consigliere regionale, mi sono occupato delle esigenze dei vari amministratori di tutta la provincia. Ripeto non esiste solo Viterbo città”.
No certo, ma lei sosterrà Marini o chiederà ai suoi di farlo?
“Non voto nemmeno a Viterbo, quindi cercherò solo di lavorare per il Pdl. Non ci sono la politica o la campagna elettorale, molto dipenderà anche dai candidati e dal coinvolgimento”.
Vuol dire che se ci saranno condizioni che non le vanno a genio, agirà diversamente?
“Non voto a Viterbo e sostengo il Pdl a prescindere”.
Certo, ma c’è comunque una parte dell’elettorato che le fa riferimento e che potrebbe influenzare con le sue decisioni…
“Questo dipenderà dai candidati, dalle liste e da un’altra serie di cose. Sono del Pdl e sostengo questo partito. Bisognerà vedere anche che tipo di coinvolgimento ci sarà sul programma elettorale che è fondamentale. Finora di tutte queste cose non se ne è mai parlato e quindi vedremo il da farsi. Credo anche che in questi giorni si sarebbe dovuto lavorare per recuperare gli amici che si sono persi per strada, in particolare Sandro Zucchi che da quello che so è rimasto male dal trattamento ricevuto. Se c’è volontà di ricostruire e recuperare, bene, altrimenti si vedrà”.
Tra gli otto candidati in lizza, c’è qualcuno che il Pdl deve temere di più?
“In un momento come questo, per la frammentazione del voto e i tanti candidati che da tempo sono all’opera, tutti sono temibili”.
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