– Non ha pagato gli alimenti al figlio per sei mesi. Il tribunale di Viterbo lo ha condannato a due mesi di reclusione, cento euro di multa e una provvisionale da 3mila e 500 euro all’ex moglie.
Termina così il processo a un imprenditore 40enne a giudizio per violazione degli obblighi di assistenza familiare. L’uomo, comparso ieri mattina davanti al giudice Eugenio Turco, era accusato di non aver versato l’assegno all’ex moglie dall’aprile all’ottobre 2010. Cinquecento euro al mese che alla donna sarebbero servite per accudire il figlio, ma tra la spesa e le bollette arrivava sempre con l’acqua alla gola ed era costretta a chiedere aiuto ai familiari.
Lui, in aula, si è giustificato. “Ho sempre pagato, ma purtroppo ho avuto un momento di difficoltà”. Poi l’attacco all’ex moglie: “E’ capitato spesso che io versavo i soldi e lei non li ritirava. Questa donna ha cercato in tutti i modi di distruggermi la vita. Ha voluto persino cambiare cognome a mio figlio. Voleva rovinarmi”.
Quello di ieri è solo l’ultimo capitolo della lunga e sofferta battaglia legale tra la coppia. Prima la separazione. Poi il procedimento al tribunale dei minori per l’affidamento del bambino. Ancora, il processo per stalking per la testa d’agnello lasciata sull’auto della madre della donna. Processo dal quale il 40enne è stato prosciolto. E infine, il mancato pagamento degli assegni di mantenimento. Un’infinita vicenda giudiziaria burrascosa come il rapporto tra i due ex coniugi, fatto di denunce e controdenunce.
L’avvocato di parte civile della donna, Emilio Lopoi, ha sottolineato la “spiccata capacità imprenditoriale dell’imputato”, in possesso di una “villa con terreno di pertinenza intorno e una piscina”. Ma per la difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco De Cristofaro, “la piscina era solo una vasca per l’irrigazione” e sull’imprenditore gravava “una serie di ipoteche, che non lo metteva in condizione di versare gli assegni”. Il pm Catia Naldi aveva chiesto la condanna a un mese e 300 euro di multa. Il giudice ne ha disposti due, multa da cento euro, pagamento delle spese di parte civile e della provvisionale chiesta dall’avvocato della donna.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY