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Vejano - Associazione a delinquere e truffa, imputati in cinque, vendevano biglietti da visita

Spariscono lasciandosi dietro 200mila euro di debiti

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Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese

Sono spariti di punto in bianco lasciandosi dietro una caterva di debiti.

La procura di Viterbo li accusa tutti e cinque di associazione a delinquere e truffa. Gli imputati, laziali e pugliesi, ma nessuno viterbese, lavoravano per una società che forniva biglietti da visita.

Per il pm Fabrizio Tucci, tra dipendenti e fornitori mai pagati, il debito dei cinque ammonterebbe a più di 200mila euro, con una cinquantina di persone raggirate. Fatti che risalgono al marzo 2006.

Ieri mattina, il processo. Davanti ai giudici viterbesi sono comparsi quattro testimoni, quasi tutti dipendenti o collaboratori della società che, inizialmente aveva sede a Capranica, poi si spostò a Vejano, in una villa di superlusso. Quasi tutti i testimoni dicono di aver avuto rapporti soprattutto con due dei cinque imputati, un dirigente e il suo presunto braccio destro.

“Nell’ultimo periodo abbiamo avuto problemi con gli stipendi – hanno dichiarato due ragazze assunte dalla società -. Abbiamo tentato di sollecitare i dirigenti, ma invano. A casa non c’erano e non rispondevano al telefono. Da un giorno all’altro non li abbiamo visti più”.

Come loro, anche un collaboratore dei cinque aspetta ancora di essere pagato. Per due mesi ha lavorato per i cinque, ma di compensi non se n’è mai parlato. “Non mi hanno dato neanche un rimborso spese – ha detto, scocciato, in aula -. Quando gliel’ho chiesto, mi hanno risposto che avevano problemi di liquidità”.

Eppure, secondo i carabinieri di Vejano che hanno condotto le indagini, i cinque si trattavano bene. Oltre alla villa hollywoodiana in cui aveva sede la società, andavano spesso a pranzo e a cena fuori. Tant’è che, tra le vittime della presunta truffa, ci sarebbe anche qualche titolare di ristoranti della zona. Poi i benzinai, che aspettano ancora di vedersi saldare il conto, le tipografie che stampavano i biglietti e i vari fornitori.

Un raggiro da professionisti che, però, è in parte quasi prescritto. Per l’accusa di truffa, il tempo scade a settembre. Resta in piedi solo il reato di associazione a delinquere, che si prescrive in tempi più lunghi.

L’udienza è aggiornata a ottobre.


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10 aprile, 2013

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